Trasporti, il Patrimonio dell’Atac torna a casa

Atac_sliderPassa la delibera che cede i beni immobili di Atac Patrimonio ad Atac Spa. Contrarie le opposizioni

 

ROMA – Con 29 voti a favore, 4 contrari e 7 astenuti, l’Assemblea capitolina, dopo una lunga maratona notturna, ha approvato la delibera con la quale Roma Patrimonio srl ha ceduto Atac Patrimonio ad Atac spa. Il provvedimento dà mandato al socio unico di Roma Patrimonio, rappresentato dal Comune di Roma, di sciogliere la società, nominando un liquidatore, e ricapitalizzare Atac spa mediante il conferimento delle quote societarie di Atac Patrimonio. Nella delibera, approvata solo questa mattina, è stata anche bocciata la richiesta di elevare a 5 il numero dei componenti del Cda di Atac Patrimonio che, pertanto, rimangono 3. Il passo successivo sarà quello dell’aumento di Atac spa con i beni di Atac patrimonio che andrà al voto insieme al bilancio con una seconda delibera, la 35, in cui saranno valorizzati.

Dopo le battaglie delle ultime settimane, con un’opposizione assolutamente contraria all’operazione, si conclude il piano del sindaco Alemanno per cercare di risollevare le sorti dell’azienda di trasporto pubblico più grande d’Europa. “La delibera approvata oggi dal Consiglio comunale potrà salvare l’azienda dal rischio di default – è il commento a caldo di Alemanno – Non capisco quale logica distruttiva possa ispirare l’ostruzionismo dell’opposizione durato tutta la notte”. L’opposizione ovviamente ha votato contro la delibera presentando più di 700 emendamenti, nessuno dei quali però approvato. “Ribadiamo la nostra contrarietà alla svendita del patrimonio dell’Atac, anche alla luce delle notizie che stanno emergendo in questi giorni, riteniamo inaccettabile l’ipotesi di oscuri fondi immobiliari, proposti peraltro dall’ex amministratore delegato Maurizio Basile”. A dichiararlo è stato questa mattina il capogruppo Pd di Roma Capitale Umberto Marroni, dopo l’approvazione della delibera. “La delibera 35 è uno scandalo per la città, non si può pensare di svendere prima il patrimonio e poi valorizzarlo a favore dei soggetti privati – ha detto Marroni a proposito del provvedimento che sarà prossimamente all’esame dell’Aula –  Con questo procedimento si finirebbe, infatti, col  depauperare l’azienda per pagare i debiti di Parentopoli. Il Partito Democratico che vuole salvare l’azienda di trasporto pubblico romano dai danni fatti dalla Giunta Alemanno chiede il ritiro della delibera 35 – ha concluso – perché è profondamente sbagliata e, nel caso la Giunta voglia fare una forzatura d’aula, il Pd darà dura battaglia per difendere il patrimonio di Roma”.

Il provvedimento ha visto d’accordo stavolta anche l’ex assessore ai Trasporti della Regione, oggi deputato del Pdl Francesco Aracri, fino a ieri molto critico sull’affaire Atac. “L’operazione di oggi che riporta il patrimonio nelle mani del gestore (Atac spa, ndr) è quello che auspicavamo – ha affermato Aracri – La cosa originale, se così vogliamo definirla, è stata l’operazione inversa, ossia togliere dall’azienda madre il suo patrimonio che ha comportato inevitabilmente un danno economico. Si sarebbe dovuto fare anche un’indagine legata al core business della società per capire quali erano i beni che servivano e quelli non più utili così da poterli cedere e fare cassa. La manovra di oggi – conclude l’ex assessore – seppur arrivata in ritardo, credo che riuscirà a valorizzare il patrimonio dell’azienda”.

Nella lunga la lista dei beni da valorizzare, alcuni sono destinati alla trasformazione urbanistica: dal famoso deposito di piazza Bainsizza, alle aree di via Libetta, via Severini e via Enrico Ortolani, fino alle rimesse di San Paolo e di piazza Ragusa. Un’altra lista di beni immobili sarà valorizzata per l’esercizio del trasporto pubblico come gli uffici di via Tuscolana, le aree Cardinal De Luca e Cave Ardeatine e le sedi Nomentana e San Paolo.

Potrebbero interessarti anche