Cosmo-Skymed, l’occhio che sa tutto di noi

satellite-sliderL’Italia ha un sistema avanzatissimo di rilevamento civile e militare. Che sfugge, però, a qualsiasi controllo

ROMA – Ogni giorno, 24 ore su 24, agenti del servizio segreto militare analizzano, passano al setaccio e archiviano migliaia di fotografie di ogni metro del territorio nazionale scattate da 36mila kilometri di altezza. Non è il prologo di un film hollywoodiano ma è quello che succede realmente e nel massimo segreto, alla base militare di Pratica di Mare a Roma, dove si è insediato il quartier generale del sistema satellitare “Cosmo-Skymed”.

Un sistema che, oltre ad avere costi enormi, sfugge al controllo del Parlamento e le cui regole e limiti non sono noti. A svelarlo sono un’inchiesta pubblicata sull’Espresso e un’interrogazione parlamentare al ministro della Difesa Ignazio La Russa da parte di due senatori del Pd, Roberto Della Seta e Francesco Ferrante. In particolare, si legge nell’interrogazione, “l’Italia potrebbe servirsi di queste tecnologie a fin di bene, ma il loro utilizzo è avvolto nell’ombra”.

Ma come funziona esattamente Cosmo-Skymed? Da quel poco che si sa, di giorno e di notte, anche con le nuvole più fitte o con tempeste di sabbia, i radar del sistema di satelliti-spia (“ad apertura sintetica Sar-2000 in banda X”) riescono a fotografare oggetti grandi anche 40 centimetri in Italia e in mezza Europa: un’auto, ad esempio, un gruppo di uomini, addirittura la canna di un fucile. Si tratta di un progetto tutto italiano nato in Finmeccanica e poi trasferito alla joint-venture italo francese Alenia Thales Space.

Il sistema, dicevamo, non è soggetto al controllo delle istituzioni democratiche, ma è gestito da un apparato che fa capo ai soli vertici militari, e in particolare al Ris, il nuovo Servizio segreto militare voluto dal Ministero della Difesa. Per questo nessuno, all’infuori di pochissime persone, sa esattamente quali immagini vengano catturate e che uso se ne faccia.

La realizzazione della rete, così come si ricava dall’inchiesta, avrebbe avuto un costo elevatissimo: solo per i quattro satelliti già operativi sono stati spesi 1.137 miliardi di euro (775 milioni per i primi tre, 116 per il quarto, il resto per i centri terrestri), mentre sembra che il ministro La Russa abbia già deciso di investire altri 555 milioni per i prossimi anni per potenziare il sistema, lanciando in orbita due occhi elettronici ancora più evoluti. E i soldi da dove arrivano? È presto detto: dai già magri bilanci dei ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Istruzione, Università e Ricerca, oltre che da quello della Difesa.

I Cosmo-Skymed, denunciano i senatori, “potrebbero concentrarsi sui porti tunisini e libici dove si imbarcano i profughi diretti verso Lampedusa, per lanciare l’allarme su quante navi e quante persone stanno per partire”. Inoltre, aggiungiamo noi, potrebbero essere utilizzati per la lotta alla criminalità organizzata, ai traffici di droga, all’abusivismo edilizio o per la ricerca di dispersi in seguito a disastri naturali. Potrebbero, e probabilmente lo saranno  dal momento che Skymed in effetti nasce con caratteristiche “duali”, cioè civili e militari.

Una parte del satellite, infatti, è destinata all’uso pacifico ed è gestita dall’Agenzia Spaziale Italiana (che può disporre, però, solamente di foto a bassa risoluzione: ovvero,  è in grado di vedere una villa ma non un’automobile, una nave mercantile ma non un peschereccio, solo per fare due esempi). Ma nessuno, in effetti, assicura che Cosmo-Skymed sia effettivamente utilizzato per questi scopi: sappiamo solamente che la parte più grande dell’architettura informatica è destinata all’elaborazione di immagini ad altissima risoluzione che vengono poi inviate al Centro Interforze Telerilevamento Satellitare della base di Pratica di Mare.

Tra l’altro non solo solo i comuni cittadini ad essere impressionati: addirittura gli americani, si legge in uno dei cablo di Wikileaks, sarebbero rimasti “stupiti”, mentre i francesi hanno proposto addirittura la creazione di un accordo per lo scambio di informazioni, ovviamente coperte dal segreto militare.

La parola passa ora al ministro La Russa: riferirà sulle reali operazioni svolte dal sistema e in particolare sulla parte militare del programma? Ammetterà che il costo sostenuto fino ad oggi per la realizzazione di questo sistema è superiore al miliardo di euro?

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