Elezione membri Consulta e Csm, terza fumata nera

parlamento-seduta-comune-sliderIl Parlamento non ha raggiunto neanche oggi il numero legale per nominare i sostituti di De Siervo e Brigandì

 

ROMA – Terza fumata nera a Montecitorio da parte del Parlamento in seduta comune, chiamato a eleggere il giudice costituzionale di nomina parlamentare mancante alla Consulta, a seguito della scadenza del mandato dell’ex-presidente Ugo De Siervo, e il componente laico del Csm che dovrà sostituire il leghista Matteo Brigandì, dichiarato decaduto per incompatibilità a causa del suo ruolo di amministratore nella holding leghista Fingroup.

Come era già accaduto nelle settimane scorse, al termine della doppia chiama di deputati e senatori il numero legale non è stato raggiunto. Il quorum per l’elezione è di due terzi dei componenti il Parlamento in seduta comune: il che richiederebbe un’intesa maggioranza-opposizione che finora non si è realizzata.

L’elezione del giudice costituzionale e del membro laico del Csm da tempo mancanti è stata sollecitata da tempo e più volte dai vertici istituzionali di Camere, Consulta e Palazzo dei Marescialli. Ma finora senza esito. Ora si procederà quindi ad una nuova convocazione in data da destinarsi e si partirà dal primo scrutinio, perché ancora nessuna votazione è risultata valida. Intanto, mentre si procede a passo lento e sui nomi dei candidati, molti tengono le bocche cucite.

I parlamentari del gruppo dei Radicali, Emma Bonino in testa, spiegano che ”rompendo gli schemi partitocratici”, voteranno, come hanno sempre fatto, Giuseppe Di Federico per la Corte Costituzionale e Mario Patrono per il Csm. “Sono trascorsi ormai oltre due mesi dalla prima elezione convocata perché la Consulta e il Csm potessero tornare ad avere il plenum. Siccome – si legge in una nota – la spartizione partitocratica ancora non ha trovato la sua quadra, in due mesi solo tre volte sono state convocate le Camere senza che al contempo alcuno abbia avanzato, neanche a mezzo stampa, il nome dei possibili candidati”.

I Radicali puntano l’indice anche contro una normativa che in questo ambito ha le sue “ombre”: “Riteniamo che occorra con la massima urgenza – scrivono – adottare una normativa tanto per la Consulta che per il Csm che consenta di poter conoscere preventivamente i candidati e i loro curricula, e che al contempo si crei un meccanismo che preveda delle audizioni da parte delle Commissioni competenti come avviene in molti altri paesi o a Bruxelles in occasione della conferma dei Commissari europei”. E ricordano di aver elaborato varie proposte di legge, depositate anche in questa legislatura, come quella di un modello anglosassone di selezione con audizioni pubbliche in cui i candidati siano conosciuti da chi viene chiamato ad eleggerli ad importanti organi istituzionali di controllo.

I Radicali, infine, fanno appello “ai presidenti Fini e Schifani di prevedere una calendarizzazione prioritaria e nel frattempo di convocare quotidianamente le Camere”.

(Valentina Marsella)

Potrebbero interessarti anche