Dove si vive meglio a Roma? In centro o all’Eur

municipi_di_romaIl primo municipio vince in benessere seguito da San Lorenzo e i Parioli. Ultimo classificato Delle Torri

 

ROMA – Il primo posto della speciale classifica dei quartieri più vivibili della Capitale la conquista il centro storico (I municipio). Seguono il XII municipio (Eur), il III (San Lorenzo) e il II (Parioli). La maglia nera la vince invece l’VIII municipio (Don Bosco – Giardinetti – Lunghezza – Tor Bella Monaca – Torre Spaccata) presieduto dal pidiellino Lorenzotti, ultimo in graduatoria e preceduto dal VII (Centocelle) e dal VI (Prenestino). La classifica è stata stilata in base ad una serie ben precisa di indicatori: non solo la dimensione economica, ma anche il livello di sicurezza, il grado di istruzione, l’occupazione, le pari opportunità, le relazioni sociali, la mobilità e la salute. Il risultato della ricerca ci dice, ahinoi, che i soldi in un certo senso fanno la felicità e che vivere in centro aumenta la percezione di benessere piuttosto che vivere in periferia.

I dati sono raccolti nel primo rapporto “Benessere e qualità della vita nei municipi di Roma” presentato dal Laboratorio di sviluppo locale ed economia sociale, della facoltà di Economia dell’Università di Roma Tre, che ha scelto di studiare le differenze di benessere e qualità della vita dei 19 Municipi di Roma, cercando di superare i tradizionali approcci che sintetizzano il benessere principalmente con indicatori di natura economica, a cui a volte si sommano indicatori di natura fisica e ambientale, trascurando in tal modo la dimensione sociale e umana dello sviluppo.

Qualita_della_vitaIl quadro teorico di riferimento adottato dalla ricerca di Roma Tre è quello dell’approccio delle capacità (capability approach) formulato dall’economista indiano Amartya Sen, Premio Nobel per l’Economia nel 1998, a metà degli anni Ottanta. Questo approccio descrive al meglio il benessere individuale come un processo in cui i mezzi e le risorse acquisibili o disponibili rappresentano uno strumento per ottenere il benessere ma non sono sufficienti a rappresentarlo; per questo è necessario tener conto anche di quei fattori personali e familiari che differenziano gli individui tra loro.

Quello che s’intende sottolineare nel rapporto, dunque, è la multidimensionalità della qualità della vita, specie per i legami complessi che si originano tra le diverse dimensioni, la pluralità degli attori in gioco e i molteplici livelli di analisi (individuale, familiare, sociale, ambientale, culturale, istituzionale). In definitiva, i Municipi con il più alto livello di benessere e qualità della vita sono quelli che presentano una maggiore omogeneità tra le dimensioni prese in considerazione.
In base all’incrocio di tali criteri al top della qualità della vita della Capitale si è quindi piazzato il I municipio, seguito dal XII, dal III e dal II. Seguono il XVII, XX, XI, IX, XIII, XVIII, XVI, IV, X, XIX, V, XV e VI. Penultimo e ultimo in sequenza VII e VIII municipio.

Potrebbero interessarti anche