Identificati 70 giornalisti morti per la Patria nella Grande Guerra

giornalisti-guerra-sliderL’Ordine dei Giornalisti ha rinvenuto una lapide commemorativa dei giornalisti morti sul fronte tra il 1915-18

 

ROMA – L’Ordine dei Giornalisti ha identificato 70 degli 83 giornalisti eroi morti per la Patria nella Prima Guerra Mondiale, indicati su una grande lapide in marmo ritrovata in uno scantinato appartenente all’Ente. La scoperta, già annunciata nell’ultima seduta del Consiglio Nazionale, è di grande valore, soprattutto perché si tratta di un’epigrafe unica di cui non vi era traccia né sui libri né su altri mezzi d’informazione.

“Vi confermo – scrive il consigliere dell’Ordine Pierluigi Roesler Franz – innanzitutto che la lapide è un documento di straordinario valore e di grande importanza storico-culturale, e non solo per la nostra categoria”. Partendo dai soli dati ricavabili dalla lapide, cioè dal nome e cognome degli 83 giornalisti che hanno dato la loro vita per la Patria, è stato possibile infatti trovare un discreto numero di dati e di informazioni: “È stato un lavoro piuttosto faticoso, anzi una ricerca certosina – spiega ancora Roesler Franz – che mi ha appassionato e coinvolto quanto una tesi di laurea”.

Chi ha lavorato alla ricerca, che potete scaricare integralmente dal nostro sito, ha dunque ricostruito in un lavoro di oltre cento pagine l’identikit di ben 70 degli 83 eroi. Così, oltre al luogo e alla data di nascita, potremo leggere la loro paternità, le decorazioni ottenute per il valore dimostrato sul campo, le opere letterarie, gli scritti, le foto, e così via.

La scoperta ha dato modo di “intercettare” anche diversi personaggi famosi, tra cui direttori o ex-direttori di giornali, il figlioccio di Carducci, il pupillo di Benedetto Croce, figli di deputati, senatori e ministri, nipoti di garibaldini della spedizione dei Mille o il segretario della Federcalcio.

Se la lapide non fosse mai stata rinvenuta, dunque, sarebbe stato impossibile ricostruire la storia di tanti giornalisti di guerra. Di questi, ben 47 sono stati decorati con medaglie d’oro, d’argento, di bronzo e croci di guerra. Sono alpini, bersaglieri, artiglieri, bombardieri, granatieri e piloti e rappresentano praticamente tutte le regioni. La maggior parte di essi sono morti al fronte attaccando il nemico, altri in trincea, in aereo, in ambulanza e in ospedali da campo. C’è persino chi è morto annegato in mare per l’affondamento di una nave trasporto truppe silurata da un sommergibile tedesco.

Un lavoro dunque di grande importanza sia per gli storici e gli appassionati del periodo bellico, sia per tutti gli studiosi della storia del giornalismo italiano, che troveranno nel dossier curiosità e aneddoti.

 

 


IL DOCUMENTO: Dossier dell’Ordine dei Giornalisti sugli 83 eroi di guerra indicati sulla lapide

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