La Cdp a guardia delle aziende strategiche italiane

Cdp_sliderVia libera al Fondo Strategico Italiano che acquisirà partecipazioni in aziende strategiche per il Paese

 

ROMA – La Cassa Depositi e Prestiti è da ieri ufficialmente la nuova sentinella del fortino che raccoglie le aziende strategiche del nostro Paese. Anche se prima di chiudere il portone del forte diverse imprese erano già partite per l’estero, il parco di quelle rimaste a cui montare la guardia è sempre nutrito.

Così il Consiglio di amministrazione di Cdp ha dato il via libera alla costituzione di una società, il Fondo Strategico Italiano (Fsi), che acquisirà partecipazioni in aziende di particolare importanza per il Paese, che un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha provveduto ad individuare. Sono “strategiche” le società appartenenti ai settori della difesa, della sicurezza, delle infrastrutture e dei pubblici servizi, dei trasporti, della comunicazione, dell’energia, delle assicurazioni, dell’intermediazione finanziaria, della ricerca e dell’alta tecnologia. I parametri dimensionali di queste stesse imprese dovranno essere non inferiori a 300 milioni di euro di fatturato annuo (riducibile a 240 milioni se l’attività è rilevante in termini di indotto e benefici) e con un minimo di 250 dipendenti, riducibile a 200.

Ogni intervento di Fsi dovrà mirare allo sviluppo del sistema d’impresa mediante la crescita dimensionale, il miglioramento dell’efficienza operativa, il riequilibrio finanziario, l’accrescimento della competitività a livello internazionale. L’investimento di Fsi potrà anche prevedere un orizzonte temporale di lungo periodo e un attivo coinvolgimento nella governance delle aziende. L’importante è che queste presentino una situazione di equilibrio finanziario, patrimoniale ed economico e adeguate prospettive di redditività e sviluppo.

Con una dote iniziale stimata intorno ai 3 miliardi di euro, il nuovo Fondo potrà essere complementare al Fondo Italiano di Investimento e a Fsi. L’investimento di supporto sarà di norma minoritario, anche congiuntamente ad altri investitori finanziari o industriali, pubblici o privati, con la sola eccezione di possibili acquisizioni di controllo in imprese operanti in regime di monopolio naturale o giustificate da particolari situazioni.

Anche se i soci privati di Cdp hanno imposto dei paletti forse troppo stretti per l’intervento del Fsi (per scongiurare evidentemente qualsiasi pericolo di “gepizzazione”), la novità del Fondo voluta fortemente da Tremonti rappresenta un presidio di salvaguardia del patrimonio industriale e tecnologico italiano di cui c’era, purtroppo, assoluta necessità.

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