Una poltrona per tre a Cinema per Roma

roma-cinema-festÈ partita la corsa alla successione della poltrona di presidente della Fondazione Cinema per Roma

 

ROMA – Siamo prossimi alla scadenza del mandato di Gianluigi Rondi alla presidenza della Fondazione Cinema per Roma ed è iniziata la corsa per la successione. Tre sembrano essere i cavalli di razza ai blocchi di partenza, ammesso che il sempre verde Gianluigi non riesca a farsi confermare ancora una volta.

Il primo è Innocenzo Cipolletta, manager con solide relazioni nel mondo confindustriale nazionale e romano, che potrebbe essere il punto di riferimento di quell’area che fa capo a Luigi Abete (presidente di Cinecittà Studios e capofila dei progetti Luneur e parco a tema sulla Pontina) che ritiene strategico per la città di Roma l’asset industriale legato all’intrattenimento culturale. Riuscire a presidiare anche il Festival del Cinema di Roma potrebbe essere la chiusura del cerchio per sviluppare una politica culturale moderna ed integrata.

Il secondo è Marco Muller, attuale Direttore della Mostra del Cinema di Venezia. La tentazione di lasciare il capoluogo veneto per una nuova sfida è forte. Venezia è un Festival logorato da una logistica precaria che rischia progressivamente di eroderne il prestigio. Il neo ministro dei beni culturali Galan vorrebbe trattenerlo a Venezia che ritiene l’unico Festival cinematografico italiano, ma certo deve darsi da fare per rendere possibile un evento mondiale come il Festival veneziano, ormai in affanno sia per la logistica che per i prezzi assurdi che in tempo di crisi sempre meno visitatori sono disposti a sopportare. Al Festival di Roma Muller è fortemente voluto dalla Governatrice Polverini che vorrebbe affidargli anche il RomaFictionFest. Ma la politica romana, in eterno conflitto con se stessa, rischia di indugiare nelle rivalità e annunciare troppo con il rischio di non concludere nulla.

Il terzo sarebbe un grande ritorno: Goffredo Bettini che, insieme a Veltroni, è l’inventore del Festival di Roma. Metterebbe tutti d’accordo, anche la destra con la quale Bettini attraverso Augello ha sempre avuto canali aperti e fertili, e inizierebbe a dare corpo a quel superamento della opaca esperienza di Alemanno come Sindaco di Roma. Potrebbe sembrare una riedizione di quel sistema Roma inventato dallo stesso Bettini che portò in Campidoglio prima Rutelli e poi Veltroni.

Ma i tempi sono cambiati e per dirla cinematograficamente servirebbero nuove sceneggiature. In Italia invece, anche se sconfitti e spremuti, i vecchi attori molto spesso ritornano. Pensate invece che bello poter immaginare un nuovo Presidente della Fondazione Cinema per Roma, magari meno autorevole, ma giovane e sganciato dalle solite cricche che si contendono questa città. Sarebbe un grande segnale di cambiamento, aria nuova in un clima compresso da logiche spartitorie non più tollerabili.

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