Arte contemporanea e innovazione, al via Macro Summer

grassino-madre-sliderParte, nel museo di arte contemporanea guidato da Pietromarchi, la rassegna estiva con tanti giovani artisti

 

ROMA – Il dimissionario direttore Luca Massimo Barbero in una conferenza stampa istituzionale che nulla ha lasciato trasparire dei recenti problemi di gestione ha presentato le nuove mostre del Macro per l’estate 2011.

Subito dopo, per due giorni, c’è stata nel Museo e soprattutto nel rosso auditorium una assemblea permanente promossa dall’osservatorio “Occupiamoci di contemporanea” che ha riunito artisti, galleristi, collezionisti, fondazioni, associazioni e accademie a discutere e a chiedere chiarezza sul futuro di questa importante istituzione cittadina. Tutti d’accordo sul nome del nuovo direttore ma anche nel chiedere al sindaco Alemanno e all’assessore Gasperini una proposta chiara sullo stato giuridico, sulla dotazione di fondi, sulla autonomia progettuale del Macro con appuntamento il 4 luglio, giorno dell’insediamento di Bartolomeo Pietromarchi, per avere risposte certe.

saraceno-dunesLe mostre aperte per questa estate esprimono la linea programmatica del direttore uscente di creare per il pubblico, che si vuole sempre allargato, una continua, vivace curiosità, senza pregiudizi, dalle sperimentazioni più audaci, alla riscoperta dei “cassetti” dell’arte più storicizzata, dai nomi più prestigiosi ai giovanissimi talenti. Brilla su tutte l’installazione “Cloudy Dunes” dell’argentino Tomas Saraceno che occupa uno spazio di 1.200 metri quadrati presentando cinquecento dodecaedri fatti di migliaia di tubi come, a dire dell’autore, i granelli ingranditi di una nuvola di sabbia illuminati da accensioni e bagliori, guidati e in movimento, ma anche a un modo per riflettere sulla costituzione cellulare del nostro universo.

Le altre mostre seguono un progetto che va avanti da tempo puntando il fuoco su alcune ricerche in atto da parte di giovani curatori che presentano giovani artisti con progetti innovativi come quelli di Guendalina Salini e Marinella Senatore, interessanti come quelli di Riccardo De Marchi, Esther Stocher, Giovanni De Angelis, Carlo Bernardini, Giuseppe Stampone ma anche nuovi lavori di artisti molto attivi a Roma come Vittorio Messina, Pietro Fortuna, Adrian Tranquilli.

Tutti gli spazi del Museo sono riempiti in una continua sorpresa: il terrazzo con un lavoro di Vittorio Corsini, le pareti curve degli atri dell’ala storica del Museo con “L’imperatrice Teodora” di Flavio Favelli, il V-tunnel con una rassegna di video tutti al femminile per concludersi con la presentazione delle collezioni del Centro di documentazione e della selezione dei nuovi acquisti tra cui spicca la installazione di Paolo Grassino per la sua grande capacità di attrazione e repulsione.

(Maria Grazia Tolomeo)

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