Rifiuti, serrata discariche scongiurata in parte

malagrotta-ama-sliderLa metà dei comuni ha iniziato a saldare i debiti con i gestori delle discariche. Ma per altri è quasi emergenza

 

ROMA – Sembra scongiurato solo in parte il rischio serrata delle discariche laziali che Federlazio Ambiente – l’associazione delle piccole e medie imprese che si occupano di gestione dei rifiuti – aveva annunciato a partire da oggi. Circa la metà dei comuni morosi hanno iniziato a saldare i propri debiti con i privati che accolgono nelle loro discariche la spazzatura e Roma è tra questi. Le porte delle discariche rimarrano invece chiuse per i comuni che in questi giorni non hanno provveduto a sanare il debito.

E, visto che i rifiuti della Capitale continueranno ad essere conferiti a Malagrotta, sembra inevitabile una proroga del suo funzionamento. Le autorizzazioni della mega-discarica romana scadono infatti tra due giorni ed è impossibile pensare a soluzioni alternative da trovare in questo breve lasso di tempo.

L’incontro di ieri tra i vertici di Federlazio e la Regione ha, in parte, rassicurato i gestori delle discariche laziali che riferiscono di aver ottenuto la corresponsabilità della Regione sui ritardati pagamenti: “Se un comune non paga – affermano – c’è la garanzia che paghi o la Regione o un ente finanziario garantito dalla Regione”. Meno positive, per i gestori, le notizie che giungono dal fronte delle tariffe. Sembra infatti che siano state fissate solo le tariffe di Viterbo e Latina e non quella di Roma che resta la più bassa d’Italia: 60 euro a tonnellata. Ma, da quanto si apprende, c’è da parte della Regione l’impegno a ritoccarla entro la fine del prossimo mese di luglio.

Il vertice di ieri, che ha momentaneamente arginato una situazione che rischiava di diventare esplosiva, per i Verdi del Lazio è l’ennesimo segnale della totale dipendenza delle istituzioni laziali dai privati. In una nota Nando Bonessio, presidente laziale dei Verdi, fornisce la sua versione dei fatti: “In realtà il vertice è stato organizzato per dare rassicurazioni circa il fatto che gli stessi gestori possano in futuro operare con le stesse metodologie e con gli stessi impianti”.

Secondo i Verdi, infatti, sono molti gli indizi che avvallano questa tesi, a cominciare dalla “straordinaria sincronia tra la protesta degli operatori e la questione di Malagrotta” per finire con l’acquisto, da parte di Ama, di 14mila cassonetti per l’indifferenziata e la richiesta di deroga da parte del Comune di Roma sugli obiettivi della raccolta differenziata.

“La minaccia della serrata – continua Bonessio – è agitata non tanto per la questione degli arretrati quanto per richiedere una politica che valorizzi un business milionario fatto di inquinamento e lesioni alla salute dei cittadini. Sia chiaro che noi Verdi non abbiamo alcuna preclusione verso i privati, purché investano, come succede in molte altre parti d’Italia, le loro risorse nella innovazione tecnologica, trattamento meccanico a freddo, raccolta differenziata e riciclo dei materiali recuperati. A conferma di ciò ribadiamo la nostra proposta. Si metta a bando la gestione della differenziata a Roma, levandola all’Ama per manifesta incapacità nel gestirla”.

E intanto la questione rifiuti torna alla ribalta anche in Campidoglio, dopo che Gianni Alemanno si era affrettato nei mesi scorsi a passare la patata bollente alla Regione. Francesco Rutelli, leader di Alleanza per l’Italia, ha presentato un’interrogazione al Cosiglio comunale che verte proprio sui rimpalli di responsabilità avvenuti negli ultimi mesi. Secondo Rutelli la situazione rifiuti è drammatica e “prelude a due soli possibili scenari” come si legge nel documento presentato: “l’aspirazione del sindaco a concludere il proprio mandato senza dover assumere alcuna decisione o l’aspettativa che si determini una questione di paralisi rispetto alla quale debba intervenire una superiore autorità dotata di poteri e procedure di intervento emergenziali e straordinari.”. Secondo le opposizioni, quindi, l’ennesimo commissariameno sui rifiuti è questione di giorni.

 (Michele Sensini)

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