Obtorto collo, Lotito è costretto a pagare

Lotito_sliderCon 2 milioni il presidente della Lazio chiude la vertenza con il Coni. La questione ancora aperta dei diritti televisivi

 

ROMA – Alla fine ha ceduto. Alla logica, al diritto, alle regole. Quelle regole che spesso evoca ma che con altrettanta facilità è pronto a contestare, se non vanno nella stessa direzione dei suoi interessi. Claudio Lotito, al secolo presidente della Lazio, ha pagato il debito che aveva con il Coni per l’utilizzo dello Stadio Olimpico. Un bonifico da due milioni di euro è arrivato sui conti del Foro Italico dopo un estenuante braccio di ferro, caratterizzato da durissimi scambi tra il presidente dell’ente che governa lo sport italiano, Gianni Petrucci, e il pittoresco numero uno di Formello, che in più di un’occasione era arrivato a paragonare le richiesta del CONI una vera e propria “estorsione”, affermazione che hanno portato il procuratore Palazzi a deferire Lotito.

Il pagamento delle pendenze per il canone di affitto dello stadio (che per la verità, secondo il Coni, per interessi e uso ulteriore dell’impianto sono arrivate nel frattempo a due milioni e 400 mila euro) permetterà di porre (almeno per ora…) la parola fine ad una querelle sgradevole e poco edificante. Di certo, l’iscrizione al campionato della Lazio non era in discussione avendo il Coni annunciato il via libera nei giorni scorsi, subito dopo la sentenza del tribunale civile di Roma che aveva autorizzato un decreto ingiuntivo nei confronti della società biancoceleste.

A Lotito, però, non va giù neanche la quantità di biglietti omaggio che la Lazio (come la Roma) deve corrispondere per ogni partita al Coni: “Forniamo 1350 tagliandi per un valore di 3 milioni l’anno, che vanno sommati ai 3 milioni di canone ed ai costi di gestione. Ma che ci deve fare il Coni con tutti questi biglietti? E’ possibile che non possano essere ridotti, visto poi che si impedisce ai nostri tifosi l’accesso alle parti migliori dello stadio?”.

Quel che più conta è che la squadra che ha portato il calcio a Roma potrà continuare a disputare le proprie gare nello stadio giusto, e non in quel di Firenze, come aveva più volte minacciato il prode Lotito, che si dice già pronto ad affrontare subito un’altra battaglia, fors’anche più importante: quella dei diritti tv. La torta in palio è decisamente appetitosa: da una parte le cinque big, Milan, Juventus, Inter, Napoli e Roma; dall’altra, tutto il resto del plotone, capitanato, nemmeno a dirlo, da quel Masaniello del calcio di casa nostra che risponde al nome di Claudio Lotito.

In mezzo, un accordo che deve essere trovato a tutti i costi, nonostante la situazione si sia terribilmente ingarbugliata dopo mesi e mesi di tentativi di accordo, minacce di scissione e di ricorso ai tribunali che hanno confermato che lo strumento che doveva regolare la divisione dei proventi dai diritti televisivi, cioè la principale fonte di sostentamento del movimento, non si può applicare tutta in modo pacifico e condiviso. Per quest’anno si troverà una “soluzione-ponte”, per il prossimo si ipotizza un passaggio intermedio che riduce dal 30 al 21% l’incidenza dei bacini delle tifoserie. Resta da vedere se questa strada sarà percorribile fino in fondo. Per scoprirlo, bisognerà attendere il prossimo appuntamento.

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