Sull’orlo di una crisi (di nervi o di governo?)

Tremonti_sliderLa clausola “salva Fininvest” inserita all’ultimo nella manovra fa saltare e nervi, e non solo, alla maggioranza

 

ROMA – Se fossero confermate le voci che circolano in queste ore sull’assenza polemica di Tremonti nella conferenza stampa di mezzogiorno del governo, dissimulata come impedimento dovuto al maltempo, saremmo con ogni probabilità sull’orlo di una crisi di governo. Non è un mistero infatti l’irritazione (per usare un eufemismo) del ministro dell’Economia che si è trovato a sorpresa nel testo della “sua” manovra la clausola del “salva Fininvest”, senza essere stato neppure avvertito.

Mentre è ancora aperta la caccia al colpevole (ma non al mandante) del blitz, il codicillo inserito maldestramente nell’articolo 37 del decreto legge, che prevede la sospensione della provvisoria esecuzione risarcitoria per importi superiori ai 20 milioni di euro, avrebbe mandato su tutte le furie non solo Tremonti e non solo i rappresentanti leghisti. Se così fosse, infatti, forse non basterebbe neppure il sacrificio di un capro espiatorio (che certamente si troverà) a ricucire uno strappo politico che si è andato lacerando nelle ultime settimane.

Il ritiro precipitoso del comma incriminato, disposto pochi istanti fa da Berlusconi, non ha dissuaso i politologi che erano già entrati in azione per disegnare i possibili scenari di breve termine. Oltre alle due scontate soluzioni – quella della ricucitura o al contrario dell’apertura al buio di una crisi –  l’ipotesi che ha raccolto i maggiori favori è stata quella di un passo indietro di Berlusconi, che aprirebbe la strada alla stessa maggioranza Pdl-Lega pronta ad esprimere un nuovo premier e un nuovo esecutivo. Ma questa, alle 5 p.m. di oggi, è ancora fantapolitica.

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