Alla ricerca dell’energia perduta

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Il presidente dell’Autorità per l’energia e il gas fa il punto della situazione dopo la bocciatura del nucleare

ROMA – Al giro di boa di metà anno amministrazioni, enti e imprese fanno il punto delle rispettive attività. Stamattina è toccato al presidente dell’Autorità per l’energia e il gas, Guido Bortoni, illustrare la situazione in uno dei settori strategici per lo sviluppo del Paese, all’indomani delle scelte referendarie che hanno di fatto cancellato il nucleare dal mix delle fonti utilizzabili per la produzione di energia.

Come è prassi consolidata, non è dal report annuale che emergono le analisi critiche più approfondite e le prospettive più innovative nella gestione dell’attività di regolazione. L’intervento di quest’anno non si è discostato dal rituale, limitandosi sostanzialmente ad una ricognizione dei problemi sul tappeto e all’indicazione dei possibili rimedi. “I sistemi energetici, non solo europei – ha detto il presidente dell’Authority – stanno vivendo un periodo di grande cambiamento. La crisi economica e finanziaria che investe da alcuni anni l’intero pianeta, con la conseguente contrazione dei consumi, le tensioni sui mercati delle materie prime, il ripensamento sulle fonti primarie da utilizzare, la crescente attenzione ai cambiamenti climatici, il trend di sviluppo delle fonti rinnovabili e della generazione diffusa – comparti ancora caratterizzati da una fase nascente di “caos creativo” – le grandi possibilità di evoluzione tecnologica di settori precedentemente ritenuti maturi e l’instabilità politica di aree-chiave per la fornitura delle materie prime energetiche: sono tutti fattori che impongono un’ampia riflessione sia sugli obiettivi energetici che sulla scelta di adeguati strumenti per il loro raggiungimento”.

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A fronte di un quadro così complesso, l’Autorità ha confermato la sua mission nel tutelare gli interessi di consumatori ed utenti e  promuovere la concorrenza e l’efficienza nei settori dell’energia elettrica e del gas. Affinché questa fase di regolazione ex ante possa funzionare in maniera efficace – è la tesi di Bortoni – è necessario affiancarla con una fase ex post, nella quale monitorare e garantire il rispetto delle regole attraverso le opportune azioni di enforcement. Per quanto riguarda la copertura del fabbisogno energetico nazionale, l’Autorità ha avuto modo di evidenziare in una recente segnalazione al Parlamento che è opportuno puntare non solo sull’utilizzo delle fonti rinnovabili nel settore elettrico ma anche e soprattutto in quello termico, in virtù della maggiore resa in termini energetici che si traduce in minor ricorso al sistema degli incentivi.

Certo, perché l’azione del regolatore possa risultare efficace è necessario quanto meno dotarlo della opportuna strumentazione di intervento impositivo, il cosidetto enforcement. Al riguardo, il presidente dell’Autorità per l’energia e il gas ha precisato che “vi sono già ora molti strumenti: dalla moral suasion, alle sfide alla reputazione (graduatorie, requisiti, standard minimi), dalle prescrizioni (integrazione e rafforzamento di alcuni sistemi di regole) alle intimazioni ad adempiere, alle diffide, agli ordini di cessazione di comportamenti lesivi, dai controlli ed ispezioni documentali e sul campo, alle sanzioni con il loro potenziale deterrente e disciplinante”. Ma su questo punto sarà necessario riflettere in continuo per mantenere il passo dell’evoluzione di un settore che si fa ogni giorno più rapida e intensa.

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