Forti preoccupazioni per le sorti dell’Isfol

Sacconi_sliderA rischio le risorse del progetto sulle transizioni scuola-lavoro. Consulenze a pioggia e upgrading

 

ROMA – C’è dell’inquietudine in Isfol! Da tempo ormai serpeggia un forte malumore all’interno dell’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, schiacciato tra i tagli di bilancio e criteri di gestione che destano diffuse critiche anche all’esterno. La situazione infatti è tale da rimettere persino in discussione progetti già avviati, come è capitato da ultimo con l’ “indagine longitudinale sulle transizioni scuola-lavoro”.

Il progetto, di durata pluriennale, era partito l’anno scorso attraverso una serie di rilevazioni condotte da una società specializzata per una spesa complessiva di circa 500 mila euro. Per la seconda tornata era stato emanato un nuovo bando di gara con scadenza 30 giugno scorso. Ma nove giorni prima del termine, con una nota interna la responsabile del Dipartimento mercato del lavoro e politiche sociali, Olga Turrini, informava la neo direttrice generale Aviana Bulgarelli (certo non ignara) e gli altri dirigenti apicali dell’Istituto che la gara era annullata per “le ristrettezze di bilancio, la rigidità del Fondo Sociale Europeo e la mancanza di prospettive finanziarie di lungo periodo”.

Senza entrare naturalmente nel merito della decisione, sorprende che si decida di buttare nel cestino le attività già impegnate nella prima fase dell’iniziativa, che senza il riscontro delle annualità successive perdono qualsiasi valore. E d’altro canto l’inconsistenza delle motivazioni addotte sarebbe dimostrata anche da provvedimenti in palese contro tendenza, come l’attribuzione del ruolo (e del relativo stipendio) di dirigente di prima fascia anche ai due direttori di dipartimento (Domenico Sugamiele, oltre alla già citata Turrini), benché privi di inquadramento dirigenziale, o l’abbondanza di consulenze che l’Isfol continua a distribuire per quasi 400 mila euro dal 1° gennaio di quest’anno, dalle piccole prebende da 2/3000 euro fino ai 27.000 euro a Federico Di Pinto per il supporto amministrativo al progetto Calisis, ai 30.500 euro per le traduzioni di Paula-Clara Oprea, ai 48.500 euro di Maria Grazia Mastrangelo per un modello di case management da applicare in Romania.

Al di là tuttavia dei singoli episodi, continua a preoccupare i dipendenti dell’Isfol un certo clima di precarietà che si continua a respirare dopo i ventilati accenni ad una soppressione dell’Istituto di cui si era parlato ai tempi della legge finanziaria dell’anno scorso. In una recente lettera della Uil Ricerca al Segretario generale del ministero del Lavoro, Matilde Mancini, non si fa mistero del “sospetto che le disfunzioni siano più in linea con la tesi di un ridimensionamento se non addirittura di una soppressione dell’Isfol, di cui molto si vocifera”. Sembrano dunque più che mai urgenti parole chiare e definitive sulle prospettive dell’Istituto per la formazione da parte del ministro Sacconi, oltre che del presidente Trevisanato, ancorchè scaduto.

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