Mastrapasqua, re degli incarichi e dell’Inps

Antonio_Mastrapasqua_Inps_sliderIl presidente, con i suoi 54 incarichi, e le ingiunzioni pazze, al centro di una dura interrogazione dell’Idv

ROMA – “L’Inps, presieduta dal ‘re degli incarichi’ Antonio Mastropasqua, sta inviando migliaia di ingiunzioni di pagamento alla cieca, senza curarsi di appurare se tali avvisi siano fondati: una strategia intimidatoria che ha indotto tanti cittadini spaventati a pagare anche senza avere alcuna pendenza. Il Governo intervenga e la smetta di rendersi complice di questi scandalosi soprusi”. È quanto emerge da un’interrogazione parlamentare inviata dal capogruppo Idv in commissione finanze al Senato, Elio Lannutti, al ministro del Lavoro e delle politiche sociali.

Questo il tenore delle ingiunzioni: “La informiamo che da una verifica dei nostri archivi, risulta che in qualità di rappresentante legale, non ha versato all’Inps le ritenute previdenziali ed assistenziali operate sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti per i periodi di paga dettagliatamente indicati nel prospetto allegato che costituisce parte integrante di questa lettera. Le ricordiamo che questa inadempienza è punibile con la reclusione fino a tre anni e con la multa di 1.032,00 euro (articolo 2 comma i-bis, del D.L. 12/09/83, n. 463, convertito con modificazioni nella legge 11/11/83, n. 638). Tuttavia è prevista la non punibilità del reato (articolo 1, comma 1 bis, D.Lgs. 211/94) qualora provveda a regolarizzare il debito entro tre mesi dalla data di ricevimento di questa comunicazione, utilizzando il modulo F24, per i debiti non iscritti a ruolo ed esclusivamente agli Agenti della Riscossione con pagamento diretto presso i loro uffici o con il modulo F35 per i debiti già iscritti a ruolo…Se non è responsabile del mancato versamento dei contributi, la invitiamo a comunicare ai nostri uffici il nome del titolare o del legale rappresentante penalmente responsabile”.

“Con la sicumera di un dirigente che ha collezionato ben 54 incarichi – aggiunge Lannutti- il presidente dell’Inps Mastropasqua afferma che non c’è rischio di avvisi pazzi. invece il bombardamento di lettere minatorie ai cittadini sembra sia servito, visto che le riscossioni sono aumentate grazie al metodo Mastropasqua. Stessa modalità è stata utilizzata da Equitalia, autorizzando l’invio di cartelle prescritte o mai notificate, con interessi anatocistici anche del 350%, che fanno lievitare ad esempio multe per infrazione al codice della strada da 78 a 250-300 euro. Tutto ciò senza colpire mai i grandi evasori o i poteri forti”.

Ma mentre il presidente di Equitalia, Attilio Befera, ha scritto ai propri dipendenti invitandoli alla moderazione e al rispetto dei contribuenti, il presidente dell’Inps continua ad andarci giù pesante. Il senatore Lannutti a questo punto chiede di sapere se il Governo sia a conoscenza dei metodi “estorsivi”, minacciosi ed intimidatori utilizzati dall’Inps per fare cassa, anche a carico di cittadini che non hanno alcuna pendenza con l’istituto di previdenza. Se tali metodi siano ascrivibili a una filosofia di riscossione che utilizza ogni metodo possibile, compresi la minaccia di denuncia all’autorità giudiziaria, verso soggetti che devono essere rispettati invece che minacciati dall’Inps e dal dottor Mastrapasqua e infine se non si ritenga che l’elevato numero di incarichi svolti dal dottor Mastrapasqua, peraltro ben retribuiti, rappresentino un grave caso di incompatibilità.

Scorrendo infatti l’elenco delle cariche attuali del presidente, reperibile presso la Camera di commercio, si evince che Mastrapasqua risulta essere presidente, oltre che dell’Inps, anche di Equitalia Gerit, Equitalia Etr ed Equitalia Esatri, società controllate da Equitalia, gruppo di cui l’Inps possiede il 49 per cento; inoltre, risulta essere vicepresidente di Equitalia servizi e Equitalia nomos, altre società del gruppo Equitalia.
Ricopre, inoltre, come se non bastasse, un paio di incarichi da consigliere semplice, tre da liquidatore, una decina da presidente di collegi sindacali, ventiquattro da revisore dei conti effettivo, otto da revisore supplente. Alcuni di questi incarichi gli sono stati assegnati dopo che il Governo l’aveva designato, il 4 luglio 2008, alla presidenza dell’Inps.

Il senatore domanda dunque se il Governo non ritenga opportuno revocare l’incarico di presidente dell’Inps a Mastrapasqua, considerato che le norme sull’incompatibilità, oltre ad assicurare l’imparzialità dell’azione amministrativa, sono finalizzate a tutelare il prestigio dell’amministrazione, ponendola al di sopra di ogni sospetto, indipendentemente dal fatto che la situazione incompatibile abbia creato un concreto pregiudizio all’Istituto. Lannutti chiede infine quali provvedimenti si intendano assumere al fine di tutelare i cittadini, perché il compito istituzionale di detto ente pubblico è quello di contribuire a realizzare una maggiore equità contributiva e non, al contrario, vessare oltre misura coloro che assicurano l’esistenza dell’Istituto, senza distinguere opportunamente con ogni mezzo tra cittadini onesti e grandi evasori.

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