Bilancio, il documento economico passa l’esame dell’aula Giulio Cesare

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Notte lunga per l’approvazione del bilancio ma alla fine passa la manovra economica voluta dalla Giunta Alemanno

ROMA – E’ arrivato alle 5 del mattino di domenica l’ok dell’aula Giulio Cesare al bilancio di previsione 2011. Il documento è passato con 28 voti favorevoli, 17 contrari e un’astensione. Dopo mesi di ritardo il Comune approva “il suo bilancio di rigore, sviluppo ed equità” secondo le parole del Sindaco Alemanno. Dura l’opposizione che invece legge nel piano economico della maggioranza una miopia di fondo, “un bilancio incapace di progettare il futuro della nostra città”, come afferma il capogruppo del PD in consiglio comunale, Umberto Marroni.

Per Peciola di Sel “è privo di strategie”, per i Verdi è “una misera ordinaria amministrazione contabile”, mentre l’Idv bolla il progetto come “senza prospettive, come la maggioranza”.

Più morbidi i toni dell’Udc di Onorato che si dichiara minimamente soddisfatto per l’introduzione del quoziente familiare sulla Tia (tariffa igiene ambientale), in sostanza uno sconto per i nuclei di quattro persone o con un figlio disabile a carico; apparte questo anche il partito centrista vede nella manovra “un raschiare il fondo del barile”. 

Ma vediamo le cifre: il conto economico sul lato delle spese prevede 6,8 miliardi, di cui 4,5 di spesa corrente e quasi 2 di investimenti certi, ossia quelli che provengono da fondi pubblici. Il resto del tesoretto, 3,1 miliardi, arriverebbero da fondi privati, tramite il project financing, ma come si sa quest’ultima non può essere considerata una cifra sicura e immutabile. Sul lato delle entrate la manovra ammonta a 388 milioni, di cui 290 provenienti da entrate per servizi per conto terzi. La tassa di soggiorno, per fare un esempio, porterebbe un introito stimato pari a 75 milioni, altri 25 sarebbero invece recuperati dall’evasione fiscale, in primis dell’Ici.

Minori spese sono previste grazie ai tagli sul personale (27 milioni) e ai risparmi generati dalla centrale unica degli acquisti che razionalizzerà gli oneri per beni e servizi del Comune.

Lo sviluppo dei settori chiave è garantito grazie all’investimento di 52,3 milioni destinati alle Grandi opere tra cui spiccano i lavori della linea C della metropolitana (finanziata con 46 milioni di euro). Inoltre, ci sono gli interventi di edilizia residenziale pubblica e quelli riguardanti  i centri anziani (18,3 milioni).

Al Sociale è dedicato un capitolo di spesa di 16,6 milioni, di cui 7 per i servizi sociali, 4,3 per l’Agenzia delle tossicodipendenze e 3,5 per il progetto carta di credito anziani; 1,8 milioni, infine, vanno alla teleassistenza e al telesoccorso.

Al settore scuole e strade sono destinati 15,2 milioni di cui 9 da impiegare per la manuntenzione stradale straordinaria, i restanti da spendere per la costruzione di nuove scuole ed asili e la ristrutturazione delle palestre. Per sostenere la candidatura alle Olimpiadi del 2020, grimaldello del progetto strategico di Roma Capitale, sono stati accantonati 3 milioni. Da non sottovalutare, poi, è l’investimento sulla cultura: 5,3 milioni di euro al cui interno rientrano gli stanziamenti per il Teatro Valle (1,3 milioni) e per il Macro (2 milioni).

Dalle cifre si capisce perché si dichiarino maggiormente soddisfatti gli Assessori capitolini più beneficiati dalla manovra come Aurigemma, titolare dei trasporti che parla di Roma come “la capitale europea con il maggior numero di cantieri per la mobilità” (nella speranza che i cantieri oltre ad esser aperti vengano anche chiusi, in tempi certi), e Gasperini, responsabile delle Politche Culturali, il quale sostiene che “la manovrà apporterà un miglioramento quantitativo e qualitativo dell’offerta culturale a Roma”.

Infine, il giudizio dell’ultimo arrivato ed artefice della manovra, l’Assessore al Bilancio, Carmine Lamanda che “esprime grande soddisfazione per un piano di crescita senza l’introduzione di nuove tasse per la città”. Alle critiche giunte dalle opposizioni e dai sindacati (la Cgil di Roma ha parlato di “un bilancio iniquo, segno di una città parcheggiata”), il primo cittadino, Gianni Alemanno, ha replicato con un “si tratta di ostruzionismo ottuso e strumentale”.

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