Il giallo dell’ipoteca sui palazzi di Eur SpA

Nuvola_Fuksas_slider

Un prestito di 380 milioni di euro per finanziare i lavori del nuovo centro congressuale

ROMA – Appena è uscita la notizia che la società Eur Spa era stata costretta ad impegnare sette dei suoi immobili di prestigio, del valore complessivo di 760 milioni di euro, per avere dalle banche un prestito di 380 milioni, si è scatenato il putiferio. L’opposizione è insorta “Il ministro Tremonti deve riferire al più presto in Parlamento per chiarire perchè l’Eur Spa, al novanta per cento del ministero dell’economia e al dieci per cento del Comune di Roma, ha ipotecato i palazzi storici dell’Eur, veri tesori del patrimonio della Capitale”, ha tuonato il senatore del Pd Raffaele Ranucci.

“La drammatica situazione dei conti di Eur Spa – ha proseguito Ranucci – non può giustificare una simile mortificazione di una parte del patrimonio culturale della città e dell’intero Paese”. Gli ha fatto eco prontamente il vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda che ha preannunciato per i prossimi giorni un’interrogazione parlamentare “su questa storia delle ipoteche accese da Eur Spa per tappare i buchi provocati dagli attuali vertici della società…Il ministero dell’Economia (principale azionista della società) se non vuole essere considerato corresponsabile di questa rovina e della cattiva gestione che l’ha determinata, dovrebbe finalmente aprire gli occhi e cominciare ad esercitare il suo dovere di controllore”.

Dal fronte della società non vengono per il momento repliche o precisazioni. Si sa che il finanziamento dei nuovi investimenti immobiliari, a cominciare dal mega centro congressi firmato da Massimiliano Fuksas, costa una barca di soldi che ha messo a dura prova le risorse della società. Da qui la necessità di ricorrere all’aiuto delle banche per soddisfare il fabbisogno finanziario. Ma si sa, con le banche vale la regola “dare soldi vedere cammello” e così la società è stata costretta ad ipotecare alcuni dei palazzi più prestigiosi del quartiere, come il Palazzo degli Archivi di Stato; il Palazzo degli Uffici; il Palazzo dell’Urbanistica; il Palazzo dello Sport; la Piscina delle rose; il Palazzo delle Tradizioni Popolari e il Palazzo dell’Arte Antica Musei.
Le banche che hanno in pegno il prezioso patrimonio sono il Monte dei Paschi di Siena, la Banca Nazionale del Lavoro, Unicredit e Intesa Sanpaolo. Che il mutuo concesso di 380 milioni sia sufficiente a pagare i lavori residui della Nuvola resta però ancora tutto da dimostrare.

Potrebbero interessarti anche