Le rose di Balestra chiudono le sfilate di Altaroma

Le_rose_di_BalestraLa ‘voluttuosa regina di fiori’ al centro della nuova collezione dello stilista. Manet ispira invece la meneghina Raffaella Curiel

ROMA – Una rosa è una rosa, scriveva Gertrude Stein mentre Fabrizio de Andrè cantava la sua Bocca di rosa. Ma per Renato Balestra, la rosa, “voluttuosa regina di fiori”, come lui stesso spiega alla stampa prima della sua sfilata – quella conclusiva della kermesse di Altaroma, che si terrà questa sera nel Teatro del parco di Villa Pamphilj – è semplicemente il motivo ispiratore della nuova collezione di alta moda. Sono 70 i capi che saranno mostrati nel defilé a 900 ospiti, tutti realizzati sul motivo della rosa. Balestra li descrive alle giornaliste aiutato dalla sua nuova assistente Sofia, sua nipote, figlia di sua figlia Fabiana. Una stanga bionda come il nonno, alta 1,80, che parla tre lingue. In pedana da Balestra, questa sera si vedranno tailleur e spolverini in panno di lana, lavorati a intarsi di fiori e nei colori delle rose, con pantaloni e giacche leggermente più corte dei classici 7/8: una lunghezza che Balestra definisce 6/8.

La chicca fuori tema sono alcune giacche piumino, in marabù, che piaceranno molto alle clienti americane dello stilista, declinate in quattro colori al neon: giallo lime, viola, verde mela e blu elettrico. Balestra ha voluto anche un divertente intermezzo ‘Arlecchino’, in bianco e nero. La sera sarà un trionfo di ricami di paillettes e intarsi floreali colorati: una rosa rossa gigante è scolpita e ricamata su un abito da ballo in mikado nero, piume e intarsi di tulle per un effetto nude look rendono sexy l’abito nero dritto. Completi dorati, da Orient Express, preludono agli abiti da ballo, sontuosamente ricamati sul tema della rosa.

Non mancano le proposte per l’uomo, che per non essere da meno della sua signora, indossa il gilet con le rose, le piume ricamate e il frac, un abito che Balestra dice di aver riscoperto di recente, forse dai matrimoni reali in poi, e che per rendere meno da cerimonia ha abbinato in sfilata alla camicia nera.

Tra le ultime sfilate di oggi quella disegnata da Raffella Curiel nella sua nuova collezione di alta moda ispirata a Manet e agli Impressionisti presentata a S.Spirito in Sassia. La stilista meneghina celebre per i suoi tailleur dal taglio perfetto, i curiellini, apprezzati da tutte le signore dell’alta società milanese, ha voluto festeggiare i suoi 30 anni di sfilate a Roma, dedicando la sua collezione alle donne ‘vere’, alle signore che vogliono valorizzare la propria femminilità con abiti dai tagli donanti per seni e fianchi e lunghezze ‘snellenti’ anche per chi non è alta 1.80.

In pedana, sfilano tailleur con giacche dalle spalle segnate, il punto di vita stretto, i fianchi accarezzati dalle baschine. I pantaloni hanno gonne sovrapponibili, gli orli sono longuette. Tutto è delicato. Le camicie sono in pizzo etereo e trasparente e si abbinano ai tailleur in tweed o in principe di Galles. Gli abiti sono in jersey o in velluto liscio. Gli spolverini in velluti jacquard ad arabeschi dal sapore orientale. Broccati, velluti debrodé, rasi e mikado per la gran sera dove il busto é valorizzato da pieghe e drappeggi e il lato B esaltato da volant, arricciature e plissé. I colori, quelli sì rievocano i dipinti di Monet e di Renoir, passando dalle gamme di marrone al verde, dal grigio al rosa antico, fino al nero e al platino della gran sera.

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