Il bando per la vendita di Eutelia e Agile

EuteliaE’ stato pubblicato oggi il bando per la cessione dei due rami aziendali. Chi si farà avanti?

ROMA – Dopo mesi di calma piatta, contornati da lunghe attese e aspettative, solo negli ultimi giorni si iniziano a vedere i primi effetti del lancio di sassi nella stagnante situazione di Eutelia e della cugina Agile. È notizia della scorsa settimana l’approvazione al Senato del D.L. 70/2011 in cui viene integrata una clausola aggiuntiva che darebbe facoltà al ministro dello Sviluppo Economico di sostituire i commissari delle due aziende in amministrazione straordinaria, con un unico organo commissariale. Tale facoltà risulta esercitabile esclusivamente nei 30 giorni seguenti all’entrata in vigore della legge di conversione.

Sulla scia delle variazioni introdotte dal suddetto decreto, gli stessi commissari di Agile hanno proposto il rinvio a data da destinarsi delle prossime udienze in cui si sarebbe dovuto procedere all’esame delle domande di ammissione allo stato passivo.
Intanto oggi è stato pubblicato il bando per la vendita dei due rami aziendali di Eutelia e di quelli di Agile. Poiché all’esistenza dei cavalieri bianchi e mecenati non crede più nessuno, si tratterà di verificare se esiste un gruppo interessato a rimettere in piedi quella che era la grande Eutelia, un’azienda totalmente italiana, presente su tutto il territorio nazionale, la prima in grado di offrire una gamma completa di servizi e soluzioni integrate, altamente flessibili e personalizzate di Telecomunicazioni e Information Technology.

Certo, se questo gruppo esiste e si manifesterà, dovrà avere il sostegno dei sindacati ed ancor prima dei lavoratori dell’azienda, ma al tempo stesso certo non potrà più garantire l’occupazione per 2.500 dipendenti e l’esistenza di ben 23 sedi. Dovrà avere inoltre una significativa disponibilità finanziaria da mettere sul tavolo insieme ad un credibile piano industriale ed una innovativa e convincente visione di relazioni industriali, che possa favorire il massimo di partecipazione gestionale dei lavoratori insieme alla tutela del management esistente, quello che in questi due anni, a dispetto di tutto e di tutti, ha tenuto in piedi un fatturato annuo di cento milioni di euro. Certo qualcuno ricorderà che il fatturato 2005 era di 470 milioni, quello 2006 di 430, quello 2007 di 470, quello 2008 di 420, quello 2009 di 222. Ma il miracolo è stato proprio quello di non sparire e di marcare il territorio con i 100 milioni attuali. Un residuo di mercato e di professionalità che potrebbe costituire la base di una ripartenza, sempre che, come spesso è successo nella storia di Eutelia, qualche potere più o meno forte, ma certamente molto interessato, non si metta ancora di traverso, lasciando strada libera alla soluzione più banale e più punitiva per i lavoratori: quella della vendita spezzettata dei vari asset.

Manifestazioni di interesse verso il prezioso comparto TLC di Eutelia sono state reiterate dalla cordata aretina di Piero della Francesca guidata dalla società Cloud Italia srl di Mark De Simone, mentre spuntano nuovi potenziali pretendenti per Agile.
Con un comunicato stampa del 1° luglio TBS Group, società specializzata nella fornitura di tecnologie e servizi alla sanità pubblica, ha confermato di aver presentato tramite la controllata EBS una manifestazione di interesse per Agile. Altri rumors lascerebbero intendere analoghe manifestazioni di interesse da parte di altri soggetti presenti a più livelli nel mondo IT che porterebbero a casa quel residuo di commesse ancora attive in settori specifici della Pubblica Amministrazione.

La convergenza degli interessi di tutti gli attori presenti sul palco, tracceranno quindi la linea guida del processo a cui assisteremo nei prossimi mesi. Da una parte ci sono gli imprenditori che vorrebbero spuntare il miglior affare, dall’altra i sindacati che con oltre mille lavoratori di Agile in cassa non possono accettare una vendita che privilegi lo stato passivo a discapito delle tante persone che perderanno definitivamente il posto di lavoro. E ancora le Istituzioni con i due Tribunali di Roma ed Arezzo dove sono in corso rispettivamente le procedure di amministrazione straordinaria di Agile e di Eutelia e il Ministero dello Sviluppo Economico che deve supervisionare e coordinare il tutto.

È chiaro che fuori da queste logiche sarebbe facile trovare un buon finanziatore per il rilancio di Eutelia che anche nell’ultimo mese ha dato prova di forte tenuta del business e del fatturato e non ci sarebbe problema anche a dare continuità alle commesse residue del fronte Agile che riescono a pagare lo stipendio ad oltre 300 dipendenti a fronte di poche decine di milioni di fatturato. Si tratta di forniture per la Pubblica Amministrazione che hanno origine dai tempi di Bull ed Olivetti e per cui sono state sviluppate professionalità la cui esperienza difficilmente rimpiazzabile, cosi come quelle del ramo che segue la Difesa all’interno della stessa Eutelia. Se la scelta delle istituzioni dovesse essere quella di consentire la cessione di Eutelia nel suo complesso, abbinata alla parte ancora attiva di Agile, è ragionevole aspettarsi un rapido susseguirsi degli eventi che porterebbero alla vendita entro la fine dell’anno. 

Certamente il tempo non gioca a favore del mantenimento del valore delle due Aziende, e anche se con  sorpresa per qualcuno Eutelia dimostra di tenere abbastanza, dall’altra le commesse di Agile si esauriscono irrimediabilmente alla scadenza senza soluzione di rinnovo in un quadro societario tutto da definire. Con le quattro puntate che abbiamo dedicato alla incredibile vicenda di Eutelia e dei suoi derivati (le prime tre le potete trovare nell’archivio di Romacapitale.net sezione economia-imprese), abbiamo riassunto una vicenda emblematica. Se la storia continua lo potremo sapere a partire da oggi.

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