17:16 | Umberto I, Cgil: “Dopo un anno mancano ancora i direttori sanitario e amministrativo”

“Dopo circa un anno di commissariamento è assolutamente inaccettabile che una grande struttura universitaria, polo di eccellenza per la sanità del Lazio e del Paese, non abbia ancora completato la sua struttura di vertice. L’ Umberto I con 1300 posti letto, 5000 dipendenti e 12000 studenti iscritti alla facoltà di medicina, non può ulteriormente rimanere in questa situazione di stallo. Utenti, studenti e dipendenti hanno il diritto di poter usufruire di una struttura ben governata ed attenta alle loro necessità”. E’ quanto denunciano la Cisl del Lazio e la Cisl Università di Roma.

“L’avvenuta nomina del direttore generale – si legge nella nota – non è sufficiente a garantire le funzioni e le responsabilità che devono stare in capo al direttore sanitario ed al direttore amministrativo. Senza queste figure di vertice è impensabile che il policlinico possa definire tutte le strategie necessarie all’adeguamento della sua struttura e della  sua missione didattica, sanitaria e di ricerca e che possa rispondere adeguatamente alle mille questioni con cui quotidianamente deve confrontarsi. La Cisl del Lazio e la Cisl Università di Roma ritengono insostenibili ulteriori ritardi su questi adempimenti. Non vorremmo che ancora una volta le solite logiche spartitorie a cui tenta di abituarci il governo della regione, siano la causa di questa lunga vacanza. Sollecitiamo, quindi, i responsabili di questa vicenda a provvedere rapidamente a definire questi incarichi e dichiariamo fin d’ora che coloro che dovranno essere nominati, oltre ad avere le competenze professionali necessarie, dovranno altresì essere persone specchiate e scevre da precedenti vicende giudiziarie che ne mettano in discussione la lealtà nei confronti della pubblica amministrazione e del “bene comune”. Qualsiasi scelta, priva di queste caratteristiche, vedrà la nostra organizzazione sindacale, anche d’intesa con le altre, opporsi con tutti i mezzi a nostra disposizione”.

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