18:24 | Carcere Civitavecchia, scioperano i detenuti e protestano gli agenti

Da domenica scorsa i detenuti dei settori A e B del carcere di Civitavecchia sono in sciopero della fame ad oltranza per protesta contro il sovraffollamento e per sostenere l’iniziativa “non violenta” del leader radicale Marco Pannella contro li degrado dei penitenziari italiani. I detenuti, oltre a rifiutare il vitto dell’amministrazione, si astengono anche dal lavoro ed hanno sospeso la cosiddetta spesa del sopravvitto, tranne che per bevande, caffé, the, camomilla, zucchero, e tabacchi.

A questo si è aggiunta anche la protesta degli agenti di polizia penitenziaria che denunciano, oltre al sovraffollamento, una situazione di emergenza anche a causa di una grave carenza di organico e dell’imminente trasformazione di due sezioni che attualmente ospitano reclusi comuni in sezioni speciali per criminali ad alta sorveglianza. “Dovrebbe essere quindi chiaro – sottolineano i rappresentanti sindacali di categoria, Cgil Funzione Pubblica, Cisl, Osapp e Sinappe – che con il personale attualmente in forza non è possibile gestire la presenza di decine di detenuti ad alta sorveglianza. Attualmente infatti sono presenti 230 agenti a fronte dei 380 previsti in pianta organica”. Ad avviso dei sindacati, prima di trasformare le due sezioni, è indispensabile assegnare almeno altri 30-40 agenti.

Solidarietà alla situazione del carcere di Civitavecchia, è arrivata dal Garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni. “Bisogna fare in modo che non scemi l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema delle carceri – ha detto Marroni – nata a seguito delle mobilitazioni di queste ultime settimane. Fra sovraffollamento, strutture fatiscenti, carenze di personale e di risorse negli istituti di tutta Italia si vive una situazione che diventa, di giorno in giorno, più difficile. Tocca alla politica, per quanto alle prese con altre priorità, farsi carico di questa emergenza varando un intervento di sistema in grado di spostare la pena per alcuni reati dal carcere alle misure alternative”.

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