Cinecittà, le rassicurazioni di Galan su patrimonio e personale

Cinecitt_sliderLa nuova società resta proprietaria del patrimonio e assorbirà tutto il personale. I terreni rimangono ad Abete

ROMA – Né dismissioni di patrimonio, né speculazioni sui terreni, né licenziamento di personale per Cinecittà, che con la manovra finanziaria del governo si trasforma da Spa in Srl. Dopo i dubbi interpretativi che avevano messo in allarme l’azienda, i dipendenti e le banche creditrici, il ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan, chiamato oggi ad un’audizione della commissione Cultura del Senato ha specificato che: “La nuova società resta proprietaria del patrimonio, anche immobiliare, non vi deve essere dubbio, se la norma non è chiara sono pronto a firmare emendamento. Né speculazioni – aggiunge – sui terreni non si costruirà nulla, sono vincolati, protetti con assoluta sicurezza”.

La nuova società, ha continuato il ministro al Senato, “assorbirà tutto il personale impiegato nelle mansioni ritenute fondamentali per la mission”, che sono la tutela e conservazione delle teche dell’Istituto Luce, il restauro e la conservazione di film, la distribuzione di opere prime e seconde, la distribuzione del cinema italiano all’estero. La parte restante dell’attuale personale, ha aggiunto Galan, “non verrà licenziata ma trasferita nei ranghi del Mibac”.

“Quanto ai terreni – ha spiegato il ministro – verranno concessi in locazione alla società privata guidata da Abete che dal 1997 gode di questo contratto. La società Fintecna, ha proseguito rispondendo alle domande che erano state poste dal senatore Vita (Pd) e altri esponenti dell’opposizione, “serve tecnicamente solo come strumento per mettere in liquidità la vecchia Cinecittà Luce spa”. Quanto ai dipendenti degli Studios, ha precisato, “sono dipendenti della società privata di Abete, non c’entrano nulla con il ministero”.

La riforma inserita nella manovra, ha ribadito Galan, “conferma la mission originaria, conserva le fonti patrimoniali di finanziamento e conferma l’occupazione. Per di più con un risparmio per le casse del Fus di circa 20 milioni di euro”. Quindi, ha concluso Galan, “nessuno smantellamento del patrimonio di Cinecittà, il patrimonio resta sotto tutela e nessuna speculazione sarà possibile”.

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