Fli, franano pezzi importanti del partito

Fabio_Granata_sliderNumerosi esponenti del partito di Fini dicono addio. Motivo della massiccia fuoriuscita un’intervista del ‘falco’ Granata

ROMA – La lenta emorragia che fino a ieri stava indebolendo Futuro e Libertà, nelle ultime ore si è trasformata in un vero e proprio terremoto. In un solo giorno, oggi mercoledì 13 luglio, numerosi esponenti hanno detto addio al partito guidato dal presidente della Camera, Gianfranco Fini. A scatenare la massiccia fuoriuscita sarebbe stata l’intervista rilasciata su L’Espresso.it, dal ‘falco’ di Futuro e Libertà, Fabio Granata, dato peraltro, secondo indiscrezioni di queste ore, in uscita dal partito per approdare all’Idv.

Nell’intervista al centro delle polemiche, il deputato finiano avrebbe pronosticato che i due nemici per antonomasia, Fini e Di Pietro, sarebbero perfetti come futuri alleati. “Gianfranco e Tonino – ha dichiarato Granata – sarebbero perfetti per costruire insieme il nuovo partito della nazione e della legalità. Non staremo mai più con il Pdl”. E poi rispondendo ad una domanda ha aggiunto: “Urso e Ronchi? Due infiltrati, meno male che se ne sono andati”.

Il passaggio dell’intervista ha provocato non pochi malumori all’interno del movimento politico. Il primo ad annunciare le proprie dimissioni è stato l’europarlamentare Giovanni Collino. “L’abbinamento di Fini e Di Pietro – spiega Collino in una nota in cui commenta l’intervista di Fabio Granata su L’Espresso – è la dimostrazione dello sbandamento di Fli che modifica il suo indirizzo trainato dagli estremismi. Urso, Ronchi, Scalia infiltrati? No, semplicemente traditi da chi non ha saputo tenere in piedi una comunità politica ed umana affidandosi ieri ai colonnelli ed oggi ai gendarmi per evitare di assumersi responsabilità in prima persona, come avrebbe dovuto fare subito”.

“Il silenzio di Fini – continua Collino – è imbarazzante e dimostra ancora una volta la mancanza di prese di posizione del presidente nei confronti di chi ha creduto in lui negli ultimi venti anni. Dopo le parole di Granata, anche per me Fli è un’esperienza conclusa. Ho un unico rammarico: Fli è finito prima di nascere, guidato dai personalismi dei gendarmi e senza una leadership realmente democratica e costruttiva. Con Fareitalia, l’associazione di Adolfo Urso, parte un nuovo percorso: l’obiettivo è costruire un centrodestra moderno, europeo e onesto che faccia riferimento al partito popolare europeo”.

Le notizie si susseguono a ritmo incalzante. Si apprende adesso che lasciano il partito anche i dirigenti provinciali del partito a Catania, i presidenti dei circoli Fli di Viterbo e il sindaco del circolo del partito di Pavia, nonché uno dei fondatori di Fli, Stefano Losurdo e i presidenti. Stessa decisione e stesse motivazioni arrivano da Andrea de Bertoldi e Claudio Demozzi rispettivamente coordinatore provinciale Fli di Trento e presidente di circolo Fli di Trento. “Intendiamo procedere nel nostro impegno politico al fianco dell’associazione Fareitalia – fanno sapere i due esponenti – per favorire la nascita e l’affermazione di un nuovo raggruppamento politico ispirato al Ppe, che riunisca tutte le anime del centro destra”.

Dulcis in fundo arriva l’annuncio delle dimissioni in tronco di sette dirigenti nazionali del movimento giovanile di Fli. Anche a loro non sono piaciute le parole del vicepresidente della Commissione antimafia. ”Leggere l’intervista di oggi a Fabio Granata ci conferma nella scelta di rimettere i nostri incarichi nel movimento giovanile di Futuro e Libertà. Le scelte di ogni giorno di Fli indicano infatti chiaramente che si valuta la possibilità di alleanze innaturali, persino con Di Pietro. Noi giovani di centrodestra non intendiamo impegnarci un altro anno solo per venire poi informati all’ultimo di patti con chi di centrodestra non è. Crediamo che dopo il ritiro di Berlusconi si debba lavorare da subito per un centrodestra nuovo, e ci impegneremo per questo con l’associazione Fareitalia”. Firmato Giovanni Basini, Matteo Laruffa, Luca Lorenzi, Cecilia Moretti, Antonio Rapisarda, Antonio Riolo e Pietro Urso, dirigenti nazionali di Generazione Futuro.
E a loro sembra che il futuro sia altrove.

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