Csm: da Milano a Catania, i nuovi capi degli uffici giudiziari

uffici_giudiziari_sliderLe nomine di vertice sono agli sgoccioli. Nuovo appello al Parlamento per la nomina del sostituto di Brigandì

ROMA – È ormai agli sgoccioli la copertura degli incarichi direttivi negli uffici giudiziari italiani. In uno degli ultimi plenum del Csm prima della pausa estiva, molte sedi lasciate da tempo senza un capo, sono state finalmente ricoperte. Prima tra tutte, la poltrona lasciata libera nove mesi fa da Alfonso Marra, dimessosi dopo il coinvolgimento nell’inchiesta sulla P3.

Il nuovo presidente della Corte di Appello di Milano è Giovanni Canzio, nominato con 19 voti a favore e un solo astenuto (Aniello Nappi dei Verdi). Canzio, che lascia la presidenza della Corte di Appello de L’Aquila, ha ricevuto 5 voti dalla Commissione incarichi direttivi di Palazzo dei Marescialli, mentre l’altro candidato, il consigliere della Cassazione Roberto Rordorf, ha ricevuto un solo voto. E già l’anno scorso Rodorf si era visto preferire Marra per due soli voti di scarto. Questa volta però ha ritirato la sua candidatura. Rimasto dunque solo a concorrere per il posto di presidente della Corte di appello di Milano, Canzio non è però stato nominato all’unanimità; il consigliere togato dei Verdi, Nappi, si è infatti astenuto ponendo ”un problema di carattere generale dal momento che Canzio – ha osservato – ha fatto domanda per il posto a Milano appena un anno dopo essere stato nominato a L’Aquila, non è stato possibile compiere una verifica triennale sui progetti da lui proposti”. Per questo motivo Nappi ha chiesto l’audizione di Canzio: ”Gli incarichi direttivi – ha detto – servono per far funzionare gli uffici e non per far fare carriera ai magistrati. Non mi oppongo a Giovanni Canzio – ha concluso Nappi, preannunciando il suo voto di astensione – ma voglio essere certo che rimanga alla Corte di appello di Milano per altri 3 anni”.

Il nuovo presidente del Tribunale per i minorenni di Catania è invece Francesca Pricoco, nominata con 13 voti a favore, che ha prevalso sugli altri due concorrenti: Franco Micela, consigliere della Corte d’appello di Palermo, e Elio Morgia, presidente di sezione del Tribunale di Catania. La nomina del presidente della Corte d’Appello di Caltanissetta, che ha visto una doppia ‘corsa’ per il posto lasciato libero nel maggio del 2010, ha visto ‘vincere’ il candidato di minoranza, Salvatore Cardinale, presidente di sezione presso la stessa Corte d’Appello siciliana. Cardinale ha avuto la meglio sul candidato di punta, Libertino Alberto Russo, attualmente sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione.
Nella corsa a tre per occupare la poltrona di procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Perugia, vacante dal settembre del 2010, ha vinto invece il sostituto procuratore generale presso la Suprema Corte, Giovanni Galati. A Vercelli invece, il nuovo Procuratore della Repubblica presso il Tribunale cittadino è Paolo Maria Tamponi, che fino a oggi ha ricoperto lo stesso incarico a Saluzzo. Infine, la poltrona di Presidente del Tribunale per i Minorenni di Cagliari, vacante da dicembre del 2010, è stata ricoperta da Marinella Polo, attualmente giudice dello stesso Tribunale, che la Commissione incarichi direttivi aveva proposto al plenum all’unanimità. Attesa, prima della pausa estiva, anche la nomina per quattro posti di sostituto procuratore presso la Direzione nazionale antimafia.

C’è anche Francesco Curcio, il pm di Napoli che assieme a Henry John Woodcock è titolare dell’inchiesta sulla P4, tra i candidati che la Terza Commissione del Csm proporrà al plenum di Palazzo dei Marescialli per le importanti poltrone. Nella rosa dei magistrati che potrebbero ricoprire quei posti figurano tra gli altri, Elisabetta Pugliese (la pm antimafia di Bari che per un errore materiale di notifica, poi rimediato in extremis, rischiava di incorrere nella scarcerazione per scadenza dei termini di custodia cautelare di 12 presunti affiliati al clan Parisi), Antonio D’Amato (magistrato tornato in ruolo pochi mesi fa dopo diversi anni trascorsi al ministero della Giustizia), e Filippo Spiezia (assistente del membro nazionale italiano di Eurojust).
Anche i pareri della Sesta Commissione del Csm ai ddl governativi, con la votazione di quello ‘critico’ sullo smaltimento dell’arretrato civile (passato con 16 sì e tre astensioni), sono terminati; l’attività della Commissione riprenderà infatti a settembre. Prima di allora, c’è una questione che più di qualcuno vorrebbe risolvere: la nomina da parte del Parlamento in seduta Comune del sostituto di Matteo Brigandì, decaduto per incompatibilità lo scorso 13 aprile. La sollecitazione affinché il Parlamento provveda quanto prima a colmare il vuoto è di Annibale Marini, ‘laico’ del Pdl e presidente emerito della Corte Costituzionale che ha chiesto che il Presidente della Repubblica si faccia ”ulteriormente carico e intervenga presso i presidenti di Camera e Senato”. La mancanza di un consigliere laico, ha denunciato Marini, oltre ad ”alterare l’equilibrio del voto sotto l’aspetto numerico crea problemi nella formazione e quindi nel lavoro delle commissioni”. Nel rispondere a Marini, il vicepresidente del Csm Michele Vietti ha ricordato che ”il Capo dello Stato ha già sollecitato la nomina ai presidenti di Camera e Senato”, assicurando in ogni caso che si farà ”tramite della sollecitazione perché il Presidente della Repubblica, se lo ritenga opportuno, intervenga nuovamente”.

(Valentina Marsella)

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