Il commissario liquidatore dell’Alitalia costretto alle dimissioni

Augusto_Fantozzi_sliderFantozzi lascia l’incarico a causa del “commissariamento del commissario” disposto nella manovra

 

ROMA – Il fulmine non si può dire che sia arrivato proprio a ciel sereno. Le dimissioni di Augusto Fantozzi infatti da commissario liquidatore dell’Alitalia erano nell’aria da quando si era cominciato a parlare di inserire nel decreto legge sulla manovra una norma per accelerare le procedure di liquidazione delle imprese decotte. Correttamente il prof. ha atteso che il provvedimento diventasse ufficiale con la pubblicazione sulla G.U. e ha rassegnato il mandato nelle mani del Presidente del Consiglio ritenendo “che sia venuta meno la fiducia del governo nei miei confronti”.

Il “casus belli” è la disposizione contenuta nell’art. 15 della manovra, dove si stabilisce che, “al fine di contenere i tempi di svolgimento delle procedure di amministrazione straordinaria delle imprese nelle quali sia avvenuta la dismissione dei compendi aziendali e che si trovino nella fase di liquidazione, l’organo commissariale monocratico è integrato da due ulteriori commissari, da nominarsi con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o del ministro dello Sviluppo economico. A ciascun commissario il collegio può delegare incombenze specifiche”.

Un minuto dopo le dimissioni di Fantozzi, è cominciata la ricerca dell’interpretazione autentica di quella norma così tranchant. In verità, qualche timido tentativo per rendere l’intervento facoltativo e non obbligatorio c’era stato in Parlamento ma il governo aveva tenuto duro sulla versione originale. Così che, senza arrivare ad ipotizzare un provvedimento “punitivo” ad personam, il “commissariamento del commissario”, come qualcuno l’ha già definito, ha fatto decisamente precipitare la situazione. E la cosa è sembrata tanto più strana se si considera che una liquidazione societaria così complessa e articolata era ormai giunta in dirittura d’arrivo.

Infatti, dell’intero pacchetto di società da sciogliere, per le prime tre più piccole (Volare, Express e Airport) il passivo è già stato definito e sono cominciati i pagamenti dei dipendenti. Lo stato passivo di Alitalia Servizi è stato depositato in Tribunale e si attendono gli adempimenti di rito per dare avvio anche in questo caso ai pagamenti. Infine per la più grande delle cinque, l’Alitalia Volo, ovvero Linee Aeree Italiane, si contava di chiudere sostanzialmente la partita in agosto o tutt’al più a settembre.
In queste condizioni, lo stato di avanzamento della procedura complessiva di liquidazione, giunto pressoché a maturazione, non fa che infittire il giallo della tutela imposta al (ex) commissario Fantozzi.

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