Il Parlamento e l’attività dei servizi segreti

servizi_segreti_sliderI nostri 007, i rapporti con gli altri organismi istituzionali e con il presidente del Consiglio nel documento del Copasir

ROMA – Come ogni anno, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir) ha fatto il suo bel rapporto alle Camere sull’attività e i problemi affrontati nel corso del 2010. Se qualcuno, appassionato di spy story e immemore delle edizioni precedenti, avesse cercato nel presente rapporto i grandi intrecci internazionali o il lavoro sotto copertura dei nostri 007 all’estero, sarà rimasto senz’altro deluso.

Un po’ infatti per ovvii motivi di riservatezza, un po’ per la sua stessa struttura, il documento del Comitato rende conto dell’attività svolta al proprio interno e dei problemi emersi nell’applicazione della legge di riforma n. 124 del 2007. La documentazione acquisita nel corso dell’esercizio, le audizioni di tutti i responsabili delle agenzie e delle unità operative, i rapporti interistituzionali, le missioni e i pareri espressi autonomamente o su richiesta delle articolazioni territoriali, sono i passaggi principali che scandiscono il report annuale. Un capitolo a parte è riservato alle regole di gestione del segreto di Stato e alle proposte avanzate in proposito dalla Commissione istituita presso la presidenza del Consiglio.

Il Comitato ha inoltre ritenuto indispensabile svolgere un’azione di monitoraggio della “situazione e dei pericoli della sicurezza”, svolgendo audizioni e acquisendo informative riservate dagli organi competenti sulle questioni di più stretta attualità. Senza voler invadere il campo di altri organismi parlamentari, il Copasir ha considerato necessario contribuire alla creazione di una sede parlamentare in cui i componenti dell’altro Comitato interministeriale (Cisr) e i responsabili tecnici della sicurezza nazionale potessero rappresentare le loro analisi in modo compiuto sotto la protezione della “segretezza 4 funzionale” prevista dalla legge.

Nello specifico, è stata richiamata la richiesta più volte avanzata dal Comitato di procedere all’audizione del Presidente del Consiglio a cui la legge attribuisce in via esclusiva “l’alta direzione e la responsabilità generale della politica dell’informazione per la sicurezza”. La mancata risposta a tali richieste ha dato luogo a polemiche anche all’interno dello stesso organismo. “Si potrebbe quindi prevedere – è scritto nel rapporto – che in occasione della approvazione da parte del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (Cisr) del documento sugli indirizzi e sulle finalità generali della politica dell’informazione per la sicurezza, il Presidente ne illustri i contenuti al Comitato parlamentare”.

Un altro degli aspetti centrali del rapporto Copasir è quello del monitoraggio dell’attività dei servizi operativi. Il Comitato pertanto si riserva di “procedere ad una verifica sistematica dei più significativi strumenti di intervento del DIS: la raccolta delle informazioni, delle analisi e dei rapporti provenienti dai Servizi per l’informazione della sicurezza, il controllo sull’AISE e sull’AISI attraverso l’ufficio ispettivo, l’elaborazione del piano di acquisizione delle risorse umane e materiali, la gestione e la vigilanza sugli archivi, la tutela amministrativa del segreto di Stato e delle classifiche di segretezza”.

“La sicurezza nazionale – è la conclusione a cui giungono unanimemente i parlamentari membri del Comitato – beneficia di aree non sottoposte al normale controllo di legalità (segreto di Stato), ma proprio per questo le prerogative del Governo devono trovare la loro verifica in una particolare sede parlamentare”.

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