Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso dell’Enel

Rigassificatore_Porto_Empedocle_sliderVia libera al rigassificatore di Porto Empedocle. 800 milioni di investimenti diretti e sostanziosi aiuti al territorio

ROMA – L’Enel deve aver tirato un bel respiro di sollievo dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ieri ha accolto il suo ricorso contro il giudizio del Tar Lazio che nel dicembre dello scorso anno aveva sospeso la realizzazione del rigassificatore di Porto Empedocle ad Agrigento. Per ora si conosce solo il dispositivo della sentenza per cui bisognerà attendere qualche settimana per conoscere le motivazioni della decisione.

Sta di fatto comunque che i lavori per il nuovo impianto riprenderanno immediatamente, mettendo in circolo oltre 800 milioni di investimenti e altri 50 per compensazioni ai territori interessati dall’opera che Enel considera strategica per gli approvvigionamenti di combustibili per le proprie centrali. Il progetto, sviluppato tramite la societa’ di scopo Nuove Energie (90% Enel e 10% Gruppo Siderurgica Investimenti), consiste nella realizzazione di un terminale di rigassificazione di gas naturale liquefatto (Gnl) trasportato dalle navi gasiere all’interno del porto. Il terminal ha una capacita’ di 8 miliardi di metri cubi/anno, con due serbatoi interrati da 160.000 m3. I lavori dureranno 54 mesi e impiegheranno in cantiere un massimo di 900 persone, che saranno 120 con l’impianto in funzione, più 200 nell’l’indotto.

Ammonta invece a 50 milioni il pacchetto di misure compensative a favore del territorio previsto nel decreto autorizzativo. Si tratta di un contributo economico in fase di cantiere, della realizzazione di una banchina per le navi da crociera a Porto Empedocle per rilanciare il turismo internazionale, l’allestimento del Museo del Mare nella torre Carlo Quinto, la riqualificazione del sistema di illuminazione nella Valle dei Templi, il “freddo” prodotto dalla rigassificazione destinato all’industria agroalimentare locale e la conversione a gas della centrale termoelettrica esistente. L’Enel e la Prefettura di Agrigento hanno anche firmato un “protocollo di legalità” con l’obiettivo di evitare infiltrazioni mafiose in fase di costruzione e gestione dell’impianto.

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