12:02 | Cassino, Gdf sgomina maxi truffa finanziaria

Società finanziarie operanti illegalmente che emettevano fidejussioni abusive. La guardia di Finanza ha sequestrato oltre trentamila titoli per un valore di due miliardi e ottocento milioni di euro di capitale garantito. Cinquanta milioni l’evasione fiscale collegata, 21 gli amministratori denunciati, 25 le società coinvolte di cui 15 radiate dall’albo della banca d’Italia. Dal giro d’affari illecito sono oltre sessantamila i potenziali truffati: si tratta di una delle più vaste truffe finanziarie mai tentate. Questi gli esiti di una complessa indagine svolta dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Frosinone, in collaborazione con i Comandi Provinciali di Firenze e di Caserta, che ha investigato sulle attività di un’organizzazione delinquenziale, attiva a partire dal 2005, il cui fine era quello di costituire società finanziarie che emettevano, sull’intero territorio nazionale, fideiussioni senza avere le debite autorizzazioni e i requisiti previsti dalla vigente normativa.

Le società coinvolte, prive della dovuta copertura patrimoniale, erano create al fine di incassare i premi assicurativi e rendersi successivamente irreperibili e non solvibili. Interminabile l’elenco dei reati attribuiti agli indagati va dall’associazione per delinquere, all’esercizio abusivo dell’attività finanziaria, la truffa aggravata, l’uso di atto falso, le false dichiarazioni a pubblico ufficiale, l’appropriazione indebita aggravata, l’insolvenza fraudolenta, il riciclaggio, il trasferimento fraudolento di beni e molto altro ancora. Sono venticinque le società coinvolte, tutte con sede in Cassino, tranne due, con sede dichiarata in Roma (in realtà fittizia), ed una con sede in Benevento (anch’essa solo sulla carta). Le società finanziarie, per attirare i potenziali clienti, offrivano un prodotto finanziario a prezzi molto più bassi e competitivi rispetto a quelli ordinariamente praticati. L’attività abusiva ha permesso all’organizzazione di guadagnare circa settanta milioni di euro di premi.

L’operazione nasce dall’attività di intelligence e di controllo economico del territorio sviluppata dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone: in particolare, era stato rilevato, negli ultimi tre anni, un anomalo incremento di società finanziarie iscritte nell’apposito Albo della Banca d’Italia. Tutte le società erano però amministrate o riconducibili a poche persone, ed avevano tutte sede nella stessa strada del centro di Cassino: una vera e propria Wall Street di provincia, da dove venivano gestiti contratti, operazioni finanziarie e soprattutto fidejussioni, a favore di cittadini ed imprese di ogni parte d’Italia. Il tutto, però, abusivamente.

Gli amministratori denunciati sono residenti ed originari, per la maggior parte, del cassinate e della Valle dei Santi; inoltre, tre sono provenienti dalla provincia di Caserta, uno dalla provincia di Latina ed uno da Napoli. Le persone coinvolte rischiano, con il processo che dovranno sostenere, condanne alla reclusione molto pesanti, a cui potrebbero aggiungersi pene accessorie che impediranno loro, in futuro, di svolgere attività di amministrazione di imprese. Gli organizzatori della frode si avvalevano di numerosi prestanome, spesso persone con precedenti penali, senza fissa dimora, che non rispettavano i requisiti di onorabilità richiesti dalla Banca D’Italia, e difficilmente rintracciabili: alcuni pregiudicati per reati finanziari, qualcuno coinvolto anche in presunti traffici internazionali di droga. Alla mastodontica frode finanziaria gli organizzatori hanno affiancato una enorme evasione fiscale, sottraendo all’imposizione diretta oltre cinquanta milioni di euro, attraverso complesse operazioni economiche poste in essere tra le società coinvolte.

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