Il Teatro dell’Opera torna a guardare avanti

Teatro_opera_sliderI conti tornano in pari con un utile di 23 mila euro. Aumentano gli abbonamenti e i biglietti. Roseo anche il 2011

ROMA – Questa mattina al Teatro dell’Opera, la sala grigia dove si presentava il bilancio di esercizio 2010 della Fondazione, è diventata miracolosamente rosa grazie ai dati snocciolati dal sovrintendente del Teatro, Catello De Martino, affiancato dal presidente del Cda, dal sindaco Alemanno, dal vice presidente Bruno Vespa e dalla new entry nel Cda, Maite Bulgari.

La stagione 2010 ha chiuso infatti con un utile di 23.377 mila euro, una riduzione di circa 7 milioni di euro rispetto ai costi sostenuti nel 2009 e ricavi per 6 milioni 424 mila euro tra abbonamenti, biglietti e programmi di sala. “La ricetta per il risanamento – ha spiegato De Martino – si è basata su un monitoraggio costante dei costi, un riadeguamento interno delle produzioni e sulla dinamicità sugli andamenti di gestione”. E il risultato alla fine è arrivato.

Abbonamenti_e_biglietti_Teatro_dellOpera

Il 2010 ha visto un notevole recupero rispetto al disavanzo di 11 milioni registrato nel 2008 che portò al commissariamento dell’ente. La ripresa si è avuta grazie a diversi fattori. La vendita degli abbonamenti, ad esempio, è cresciuta del 39%, con un incremento dei ricavi di oltre 450 mila euro. Stesso successo è arrivato dalla vendita dei biglietti che ha segnato una crescita di 791 mila euro rispetto alla passata stagione. Tutto questo mentre i contributi pubblici hanno sofferto di una flessione continua: l’ultimo intervento segna un meno 4 milioni rispetto al 2009. A dar sostegno al Teatro ci sono per adesso solo tre grandi gruppi privati: la Camera di Commercio di Roma, l’Unicredit e la Lottomatica. “Sugli interventi locali – ha sottolineato il sindaco Alemanno – dovremo lavorare di più per attrarre nuovi sponsor e investitori privati. Il Teatro dell’Opera – ha aggiunto Alemanno – ha avuto ottimi risultati in tema di bilancio e di qualità. Dopo tanti anni infatti siamo in pareggio. Ora il Teatro deve rinsaldare la sua immagine. Anche per questo proporrò un riconoscimento e un’autonomia specifica del Teatro nella legge per Roma Capitale”.

Di stagione straordinaria parla invece Bruno Vespa, vice presidente del Teatro. “Grazie ad una nuova squadra, capitanata da un grande leader quale è Riccardo Muti, siamo andati in pareggio nell’anno peggiore. Anche per la stagione in corso e per la prossima le previsione sono buone. Potremo così – ha concluso il vice presidente – tornare in paradiso dopo essere stati in purgatorio”.

Nonostante i risultati ottenuti non si placano le denunce dei lavoratori. Era previsto per oggi un faccia a  faccia tra il sindaco Alemanno e i sindacati di categoria, chiuso alla stampa. I sindacati parlano di grave crisi in cui starebbe sprofondando uno dei teatri più importanti d’Italia: “A causa dei tagli ai finanziamenti e al personale si sta riducendo da un’eccellenza ad una struttura di provincia”, denunciano Cgil, Cisl e Uil. Il primo cittadino ha raccolto l’allarme e promesso una verifica dei conti. Se l’incontro non darà i frutti sperati, i sindacati si dicono pronti a far saltare questa sera la prima di ‘Tosca’ a Caracalla e la prima di ‘Aida’ in programma il prossimo 2 agosto.

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