Torna in ballo la gestione del Palaexpo

scuderie_quirinalePrivatizzazione sì, privatizzazione no, il dilemma che torna ad infiammare l’estate romana. Le condizioni poste dalla Fondazione Roma per continuare a gestire l’azienda. Il giudizio determinante del Quirinale, proprietario delle Scuderie

 

 

 

ROMA – E’ solo un problema di comunicazione o c’è dell’altro nella vicenda del Palaexpo, il maggiore polo espositivo romano che comprende il Palazzo di via Nazionale, le Scuderie del Quirinale e la Casa del Jazz? In effetti la cronistoria degli ultimi mesi è punteggiata di equivoci e misunderstanding.

Fin dal primo annuncio trionfale dell’accordo raggiunto nel 2009 tra il Comune e il presidente della Fondazione Roma, Emmanuele Emanuele, al sindaco Alemanno scappò qualche parola di troppo che fece pensare realmente al una privatizzazione dell’intero polo museale. Immaginarsi le reazioni furibonde dei sindacati, delle opposizioni di sinistra, del lavoratori: cortei per le strade della città. sit in sotto la Fondazione Roma, manifesti degli intellettuali, articoli di fuoco sui giornali. In quelle condizioni, Emmanuele Emanuele, dopo aver chiarito che non gli passava neppure per la testa di comprarsi l’azienda Palaexpo ma soltanto di gestirne la programmazione espositiva per un determinato numero di anni, dichiarò che non avrebbe sottoscritto l’accordo “contro” la volontà di nessuno. Seguirono frenetici negoziati, assicurazioni, garanzia occupazionali e così l’accordo si fece.

Ora si trattava quindi di rispettare gli impegni, soprattutto economici, che prevedevano il versamento annuo di 4 milioni di euro per ciascuno dei due contraenti. La Fondazione fece la sua parte, il Comune invece no. Così che, all’inizio di quest’anno, Emanuele decise di recedere dal contratto vista l’impossibilità di operare senza le risorse necessarie.

Alemanno, terrorizzato coi tempi che corrono all’idea di dover riprendere in mano l’azienda Palaexpo che gli costerebbe dai 12 ai 14 milioni di euro, tanto ha detto e soprattutto tanto ha fatto (aumentando il contributo comunale a 10 milioni di euro all’anno) da indurre Emanuele a ritirare le dimissioni e ad affrontare con le dovute procedure il rinnovo del contratto di gestione dell’azienda. Chi dice di aver visto la bozza di progetto comunale parla di una liquidazione di Palaexpo, di una nuova gara tra un numero ristretto di aventi titolo per l’affidamento della gestione dei siti espositivi, il trasferimento di parte dei 65 dipendenti dell’azienda al Mibac, o al Comune, o a Zetema.

Resta da vedere se le condizioni di un eventuale bando di gara saranno in grado di attirare l’interesse dei grandi player culturali, a cominciare appunto dalle ex Fondazioni bancarie. Ma prima ancora c’è da appurare cosa ne pensa l’inquilino del Quirinale, proprietario delle Scuderie, che già all’inizio di questa storia aveva respinto sdegnosamente qualsiasi compromesso.

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