Gara slot machine, il Mef la anticipa a inizio agosto

slot_machinePrevisti incassi per 135 milioni di euro. Condizioni onerose invece per i nuovi player che ancora non hanno firmato

ROMA – Il ministero dell’Economia accelera la partenza della procedura di assegnazione delle concessioni per le slot machine. Secondo quanto appreso da Agipronews, la gara europea – prevista entro la fine di settembre – sarà lanciata nella prima settimana di agosto dai Monopoli di Stato, cui spetterà il compito di raccogliere i 135 milioni di euro a bilancio dal Governo per l’anno in corso: la manovra correttiva finanziaria appena approvata prevede l’istituzione di un contributo “una tantum” a carico degli attuali dieci operatori – che saranno chiamati a confermare i propri requisiti per vedersi riassegnata la concessione – pari a 100 euro per ognuna delle circa 350mila macchinette attualmente operative, con un introito complessivo per le casse statali pari a circa 35 milioni di euro. Gli altri 100 milioni, è scritto nella relazione tecnica alla legge presentata dal Governo, arriveranno dai diritti pagati dai nuovi player per l’acquisizione delle videolotteries: 15mila euro per le circa 6600 macchinette previste, il 14% dei nulla osta per il collegamento di 50mila slot machine, vale a dire il nuovo parco macchine previsto dai tecnici dell’Economia in aggiunta a quello esistente.

Un’ipotesi – segnalano fonti del settore – forse ottimistica, visto che è assai presumibile che i nuovi concessionari costituiranno la propria rete di slot machine attingendo dai network dei concessionari già operanti. I requisiti finanziari richiesti dovrebbero essere modellati su quelli previsti dalla legge Comunitaria 2008 che ha riordinato il settore online.

Ai nuovi player – secondo la previsione degli analisti sarebbero almeno cinque o sei (tra i quali i tedeschi di Merkur Win e i greci di Intralot, magari attraverso consorzi con società del settore) – sarà richiesto l’esercizio dell’attività di gestione e di raccolta di giochi in uno degli Stati dello Spazio economico europeo, avendovi sede legale ovvero operativa e un fatturato complessivo non inferiore ad 1,5 milioni di euro nel corso degli ultimi due esercizi, e la prestazione di un deposito cauzionale di 3 milioni di euro. Sempre a tre milioni di euro dovrebbe ammontare la fideiussione iniziale di durata semestrale per l’attivazione di almeno 5000 slot machine da collegare entro sei mesi; dopo l’aggiudicazione della concessione, e a seguito dell’attivazione della rete, ciascun nuovo concessionario dovrà presentare le garanzie definitive per il funzionamento della rete stessa (di importo fisso pari 3 milioni) e su Preu – il prelievo di competenza dello Stato – e oneri concessori, di importo variabile in funzione della raccolta (circa 1.500 euro a macchina).

Tali condizioni devono essere sembrate particolarmente onerose per gli aspiranti concessionari, tant’è che non hanno ancora firmato la nuova convenzione. Due le cause principali alla base del malessere: i requisiti sul livello di indebitamento e i dati di bilancio – trimestrali e annuali – che i concessionari dovranno presentare ad Aams. In caso di bilanci troppo in ‘rosso’ o di conti presentati in ritardo, le sanzioni previste sarebbero ben salate – fra i mille e i venti mila euro – arrivando anche alla revoca della concessione.

Il termine stabilito dalla Legge di Stabilità per la firma della nuova convenzione è scaduto a fine giugno, in pratica quando i Monopoli hanno presentato il testo agli operatori: sono però andate deserte le convocazioni a Piazza Mastai per la firma, visto che i concessionari hanno ritenuto troppo esiguo il margine di tempo per esaminare il testo. Adesso, da parte degli operatori, sarebbe stata chiesta una perizia ad una società di revisione per evidenziare le criticità contenute nel decreto, da presentare ad Aams per chiedere alcune modifiche ritenute indispensabili. In caso contrario, le nuove convenzioni potrebbero addirittura non essere firmate o la perizia potrebbe essere la base di eventuali ricorsi al Tar Lazio.

Il problema è avvertito da tutti gli operatori del settore giochi e in particolar modo dai concessionari della rete New Slot, che rappresenta oltre la metà della raccolta del gioco pubblico in Italia: l’anno scorso 32 miliardi sui 61 complessivi sono passati dalle ‘macchinette’, il 52% del totale fra slot e Videolotteries, le nuove macchine con jackpot da 500 mila euro.

Proprio per mettere su la nuova rete di apparecchi di ultima generazione, riferiscono ad Agipronews fonti dei concessionari, le società di gestione hanno dovuto esporsi in maniera consistente per far fronte al pagamento delle autorizzazioni: 15 mila euro per ognuna delle circa 57 mila macchine, un ‘tesoretto’ da 850 milioni già versati nelle casse statali. E adesso quell’indebitamento, necessario a far partire la nuova rete (l’ultimo aggiornamento è di circa 25 mila Vlt già installate, il 44% del totale), rischia di ritorcersi contro gli operatori, che sono tenuti a non ‘sforare’ i livelli previsti dal ministero dell’Economia. Un’incongruenza già segnalata ai Monopoli, cui è stato richiesto un incontro per discutere anche di alcuni altri punti che andrebbero a incidere pesantemente sui margini di guadagno degli operatori. Per i grossi player, che hanno comunque le maggiori esposizioni bancarie, non è un problema presentare rendiconti già inseriti nei calendari aziendali, mentre per le piccole e medie imprese del settore gioco, che hanno invece un bilancio sostanzialmente meno ‘in rosso’, potrebbe pesare la richiesta di consulenze esterne per presentare i report trimestrali previsti dalla nuova convenzione.

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