Report o non report?

Milena-Gabanelli-1-x001Giovedì prossimo, il Cda dovrebbe sciogliere una volta per tutte il nodo della tutela legale al programma della Gabanelli

ROMA – L’appuntamento è fissato per domani, mercoledì 27 alle ore 18 in via Teulada. Davanti agli uffici della Rai ci sarà un sit- in di solidarietà a favore del programma Report di Milena Gabanelli, organizzato dal network d’informazione Globalist.it.
Se entro il 28 luglio, a conclusione del Consiglio di Amministrazione, la Rai non avrà assicurato la tutela legale a Milena Gabanelli e all’intera squadra del settimanale di inchiesta, Report sarà saranno un ex prezioso asset patrimoniale del servizio pubblico. E questo mentre La7 ha già pronto il contratto per la conduttrice del programma di punta di Rai 3.

“Se qualcuno vuole che Report lasci il buco in palinsesto – come ha detto a La Stampa la stessa Gabanelli – si potrebbe aprire un capitolo che vedrebbe protagonista anche la magistratura contabile. Potrebbe voler capire se a determinare il prezioso regalo ad un concorrente televisivo c’è stata la tutela di qualche interesse particolare, estraneo alle logiche editoriali, dolo, (non) decisioni sciagurate e capaci di determinare un notevole danno economico all’azienda del servizio pubblico”.
La settimana scorsa nell’ultimo Consiglio di Amministrazione dove è andato in scena l’ultimo valzer di nomine, il direttore generale, Lorenza Lei, aveva detto che la Rai poteva farsi carico della tutela legale dei giornalisti, sia interni che esterni, con l’esclusione dei profili di responsabilità derivanti da colpa grave.

Nella stessa occasione Nino Rizzo Nervo, consigliere di area Pd, aveva espresso la sua preoccupazione: “L’ostinazione messa in campo per negare a Milena Gabanelli quella tutela legale che le era stata sempre riconosciuta, come doveroso ombrello protettivo deciso dall’editore per garantire la messa in onda del suo più importante programma d’inchiesta, sta producendo un clamoroso autogol: privare della difesa nel caso di citazioni penali e civili tutti i giornalisti della Rai”. La giornalista ribadì infine la sua posizione: “Se ci dovessero togliere la tutela legale, la favola sarebbe finita e ci saluteremmo, perché fare un programma di inchiesta senza tutela sarebbe come andare sull’Everest in costume da bagno”.

Mentre dunque si attende il prossimo Cda, da oggi Mario De Scalzi, ex vicedirettore del Tg2, è il nuovo vicedirettore del Tg5. De Scalzi approda al telegiornale della rete ammiraglia Mediaset per rafforzare la redazione, diretta dall’amico Clemente J. Mimun, di cui fu vice proprio al Tg2, insieme ad Andrea Pucci, Enrico Rondoni, Andrea Pamparana, Toni Capuozzo e Cesara Buonamici. Professionista di grande esperienza, nell’82 De Scalzi entra al Tg2 dove crea, tra l’altro, il primo rotocalco televisivo quotidiano di cronaca bianca: “Tg2 Costume & Società”. Vicedirettore del telegiornale del secondo canale Rai sin dal 1994, ricopre per due volte l’incarico di direttore ad interim della testata. In entrambi i casi però De Scalzi non è riuscito a superare i tre mesi di interim, dopo i quali scatta la nomina a direttore in automatico (infatti, alla direzione del Tg2 sono stati nominati nel 2009 Orfeo, e recentemente, Marcello Masi, anch’egli ad interim). Probabilmente tra le motivazione dell’addio alla Rai potrebbe esserci anche la delusione scaturita da tali fatti.

Infine giunge la notizia che l’ex direttore di RaiDue, Massimo Liofredi, presenterà ricorso contro la decisione del Cda sulla nuova nomina a capo di Rai Ragazzi. Impugnando la decisione del consiglio, Liofredi vuole dimostrare di aver subito un trattamento ingiusto: è stato spostato ad un incarico di livello inferiore e, a suo giudizio, per motivi politici e non professionali. Quello del ricorso dell’ex direttore non è il primo caso in tal senso: un precedente importante fu quello di Paolo Ruffini, rimosso dalla direzione di RaiTre presentò ricorso e lo vinse, venendo così reintegrato nella sua posizione.

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