Le assicurazioni del Comune nel mirino

piazza-campidoglio-sliderLa privatizzazione della Adir, la società mutualistica controllata dal Comune con il 74,35%, nel mirino delle opposizioni

 

ROMA – C’è sempre un gran fermento e un fiorire di polemiche, anche aspre, sulle sorti e sulle gestioni delle principali aziende municipalizzate romane. Ieri era l’Atac che rinnovava per l’ennesima volta il suo vertice e ricorreva a spericolate operazioni patrimoniali per ritrovare equilibri perduti. Poi è stata la volta dell’Ama soggetta ad un fuoco incrociato di attacchi personali e critiche gestionali che alla fine hanno costretto il management a passare la mano. Ora a finire nel mirino delle opposizioni è la Adir, cioè la compagnia di assicurazioni del Comune (tra i soci ci sono anche Atac con 13,5% e Ama con il 9%), che pure vanta un invidiabile bilancio in attivo da circa un decennio.

Presieduta da Marco Cardia, figlio di Lamberto attuale presidente di Ferrovie dello Stato, il vice è quello Stefano Giovannini, che è anche amministratore delegato dell’Ital Brokers che gestisce tra l’altro il servizio di brokeraggio assicurativo dell’Acea, in un palese conflitto di interessi più volte denunciato.

Puntualmente, ad intervalli ricorrenti, si torna a parlare di privatizzazione della compagnia, molto spesso senza alcun fatto concreto che possa far pensare ad una reale dismissione della partecipazione da parte del Comune. E’ capitato così anche questa volta all’atto del tentativo (naufragato) di raccogliere tutte le aziende municipalizzate sotto un’unica holding capitolina. Anche se in quel provvedimento si parlava soltanto di dismettere le quote minoritarie possedute dal Comune in Aeroporti di Roma (1,33%) e nella Centrale del latte (6,7%), ciò nonostante si è voluto riappiccare l’incendio della privatizzazione sotto l’Adir. Così il segretario del Pd di Roma, Marco Miccoli, dichiara che “i debiti che il Comune e le sue controllate hanno nei confronti di Assicurazioni di Roma non sono accettabili e rischiano di far precipitare nel baratro una delle aziende simbolo della Capitale”. Dello stesso tono l’intervento del consigliere Pd, Massimiliano Valeriani, che intravede nel mancato pagamento dei 55 milioni di debiti contratti nei confronti di Adir “la volontà del sindaco di privarsi delle Assicurazioni”.

Ancor più preciso è Francesco Storace nel fare il conto dei crediti vantati dalla società assicuratrice nei confronti del mercato captive capitolino: oltre infatti ai 2,8 milioni dell’amministrazione centrale, ci sono i 13 milioni dovuti dall’Ama, i 13,5 di Cotral Patrimonio e i 25 dell’Atac. A questo punto – si domanda il segretario nazionale de La Destra – è indispensabile sapere “se l’amministrazione capitolina intende procedere ad un piano volto al rilancio dell’azienda e delle attività che svolge nei confronti di Roma Capitale e delle aziende partecipate”.

Interpellato dalla redazione di Romacapitale.net l’assessore capitolino competente ha negato qualsiasi tipo di intervento di privatizzazione e fugato ogni dubbio sulla paventata intenzione di cedere le proprie quote della società di Assicurazioni.

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