Telemarketing selvaggio: l’Authority prepara le sanzioni

telemarketingMigliaia di chiamate a scopi commerciali. Le aziende ‘moleste’ e le sanzioni del Garante

ROMA – “Salve, qual è il suo gestore telefonico? Le propongo una promozione per i nostri nuovi clienti”.  E’ solo una delle varie formule che avete sentito alzando la cornetta di casa. Non importa se è ora di pranzo, cena o sono le 9 di sera. E non interessa neanche, alla signorina o al signore di turno, se la stessa compagnia vi ha chiamato in modo martellante nelle settimane passate.

E’ il telemarketing, un vero flagello per i cittadini italiani. Non passa un giorno che non giunga lo spiacevole trillo di un chissàchi che vi propina l’offerta del mese, se non dell’anno. Per ovviare a questa forma di molestia telefonica è stato istituito nel 2010, dal Ministero dello sviluppo economico, il Registro delle opposizioni. In pratica chi non vuole seccature può iscriversi al Registro e teoricamente godere di una sana privacy ‘telefonica’, evitando di cadere in fantomatiche promozioni non sempre veritiere.

Autori_di_violazioni

Quanti sono gli iscritti? Ad oggi sono 600 mila i nominativi, su un totale di 17 milioni presenti negli elenchi. Spesso però capita che il nominativo degli aderenti al Registro giunga tra le mani, anzi tra i polpastrelli, di un operatore del call center dell’azienda di turno. E qui però c’è poco da scherzare, perché il fatto rappresenta una violazione punita dal codice penale, dal momento che le aziende sono tenute a consultare il Registro prima di inoltrare migliaia di chiamate per le campagne di promozione telefonica. Se non sono scevri dalle telefonate moleste nemmeno gli iscritti, figurarsi i semplici cittadini iscritti sugli elenchi telefonici.

“Abbiamo ricevuto 1.200 segnalazioni di utenti e nei prossimi mesi apriremo centinaia di istruttorie sulle aziende”, dice Francesco Pizzetti, presidente dell’Autorità per la privacy, che ha compilato un elenco degli autori delle violazioni “(vedi tabella).
Chi non figura nell’elenco non dovrebbe comunque essere chiamato, se non dopo aver fornito il proprio espresso consenso.
C’è di più. Fino ad oggi le aziende adottavano l’escamotage di servirsi di società terze per promuovere le loro offerte ma dal 5 luglio l’Authority ha emanato un provvedimento secondo cui le aziende rispondono anche degli illeciti compiuti dalle agenzie di outsourcing cui hanno affidato le campagne pubblicitarie.

Proprio ieri il deputato Manlio Contento (Pdl) ha presentato un’interrogazione parlamentare al fine “di arginare il fenomeno delle continue telefonate per attività promozionali e di marketing”. Bene, ma le sanzioni? “Abbiamo ricevuto 1.200 segnalazioni di utenti e nei prossimi mesi apriremo centinaia di istruttorie sulle aziende”, dice il Garante. Dovrebbe quindi nei prossimi mesi abbattersi la prima serie di multe per le aziende che hanno fatto telefonate pubblicitarie infischiandosene del Registro delle opposizioni, fino a 120 mila euro l’una e per un totale di 600 mila euro.

Vedremo.

(Paolo Giunta)

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