Rimandata a settembre la scuola delle toghe

Magistrati_sliderDovrebbe partire in autunno, con cinque anni di ritardo, la prima scuola di formazione professionale per i magistrati

ROMA – Scuola superiore della Magistratura in dirittura d’arrivo, se non altro negli intenti del Comitato direttivo già nominato, che aspetta ora settembre per una convocazione ufficiale prima dell’insediamento e dell’avvio formale dell’ambizioso progetto. A sollevare da ultima una situazione di ‘stallo’ nell’attuazione della Scuola, istituita con un decreto legislativo nel lontano 2006, ma ancora in attesa d’attuazione, è stata Donatella Ferranti, parlamentare del Pd e componente della II Commissione Giustizia alla Camera. La Ferranti, in un’interrogazione al ministro della Giustizia, chiede come mai, a distanza di oltre 5 anni dall’istituzione della Scuola, non ci siano notizie sull'”unica parte della riforma ordinamentale a cui non è stata data attuazione”. Quesito a cui dovrà rispondere il neo Guardasigilli Nitto Francesco Palma.

Ma intanto, una prima risposta arriva dagli ultimi incontri ‘tecnici’ fatti sulla questione, che ormai dovrebbero essere risolutivi, raccontati dal consigliere del Csm Alessandro Pepe, presidente della IX Commissione, quella che appunto si occupa del tirocinio e della formazione professionale delle toghe. Nel giorno della nomina del nuovo ministro, il Comitato direttivo della Scuola si è riunito per discutere proprio di questa questione, con una richiesta formulata direttamente a Luigi Birritteri, rappresentante del ministero di via Arenula: ”Si proceda nei tempi più rapidi possibili alla formale convocazione congiunta, da parte del ministero della Giustizia e del Csm, del Comitato direttivo della Scuola Superiore della magistratura per il suo ufficiale insediamento e per i relativi adempimenti statutari”. Una proposta partita dal vicepresidente di Palazzo dei Marescialli, Michele Vietti, nel corso della riunione, raccogliendo una sollecitazione del professor Valerio Onida (componente del Comitato) e d’intesa con il presidente della Commissione Pepe. Birritteri, come conferma Pepe, “ha accettato questa proposta impegnandosi a riferirla immediatamente al nuovo ministro”.

Le procedure pratiche per avviare la Scuola, fanno sapere i consiglieri della Nona Commissione, con la convocazione ufficiale e la costituzione formale del Comitato già nominato, dovrebbero svolgersi a settembre. Dopo la pausa estiva verrà avviato l’ennesimo tavolo tecnico per far partire definitivamente il progetto. Sulla situazione di stallo che ha riguardato la Scuola per molto tempo, Pepe spiega che gli intoppi non sono stati pochi: “C’è stato il problema finanziario legato alle varie sedi – fa notare il presidente della Commissione – ma anche e soprattutto il problema sull’attività che queste sedi dovrebbero svolgere: l’ex Guardasigilli Castelli pensava a una formazione territoriale, che separava le toghe di Nord, Centro e Sud, poi Mastella ha abolito questa territorialità. E il Csm, da sempre ha tenuto a portare avanti l’idea di una formazione non legata a aspetti territoriali, ma  omogenea per tutti i magistrati. Semmai, si è pensato di assegnare alle varie Scuole funzioni diverse: ad esempio ad una la formazione permanente, a un’altra la formazione dei dirigenti, a un’altra quella dei magistrati onorari. Ma il carattere della formazione, quello deve essere nazionale e uguale per tutti, oltre al fatto che deve esserci una linea di continuità tra l’attività del Csm e quella della Scuola”. A confermare questa continuità, il fatto che molti dei componenti del Comitato Direttivo, sono stati membri del Consiglio (come ad esempio Ernesto Agnina, Giuseppe Meliadò e Giorgio Spangher). Pepe ricorda che la sede di Bergamo è ormai pronta, inaugurata a giugno scorso, e quella di Firenze.

Scandicci è in dirittura d’arrivo. E’ infatti del 7 luglio scorso una nota di via Arenula, che ribadisce come sia stata confermata “la scelta di Castelpulci quale sede della scuola e si è convenuto di stipulare un protocollo di intesa tra Ministero ed enti locali interessati per la fornitura di servizi aggiuntivi per gli utenti della scuola stessa e per il miglioramento delle dotazioni informatiche e tecnologiche. Si è preso atto – aggiunge la nota – della sostanziale conclusione dei lavori di restauro
del complesso e della positiva e forte sinergia manifestata tra le parti che si sono impegnate per la sottoscrizione del protocollo entro settembre”.

E infine, un caso nel caso della Scuola della magistratura, il vero intoppo insomma, riguarda la terza sede, quella del Sud, finita nel bel mezzo di un contenzioso tra le città di Catanzaro e Benevento. L’individuazione di Catanzaro come sede per il Sud Italia è stata ribaltata, a fine 2006, da un decreto dell’allora guardasigilli Clemente Mastella che trasferì l’importante struttura a Benevento. Sono seguite manifestazioni di protesta e polemiche, ed è stato anche presentato un ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, che alla fine ha dato pienamente ragione alla città calabrese. Insomma, la sede del Sud, anche per i giudici, deve essere Catanzaro, così come indicato da un decreto interministeriale del 27 aprile 2006. Da parte sua, il Comune calabrese ha individuato da tempo la sede di Palazzo Doria, ma nessuna decisione per ora è stata presa. L’ex Guardasigilli Angelino Alfano, in una delle sue ultime visite in Calabria, ha assicurato che a questa terra, che deve “diventare il riscatto morale del Sud, non verrà sottratta la Scuola”.

(Valentina Marsella)

Potrebbero interessarti anche