Altra economia, il dialogo mancato tra Gas e Provincia

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La critica dei Gruppi d’acquisto solidale allo stanziamento di 70 mila euro di Palazzo Valentini

 

ROMA – “Se questo è l’unico modo in cui potete aiutarci, per favore non fatelo più. Non sprecate il denaro pubblico e il nostro tempo”. Si concludeva così, lo scorso marzo, la lettera che la rete dei Gruppi di acquisto solidale del Lazio inviava alla Provincia di Roma, in risposta a un bando di finanziamenti pubblicato da Palazzo Valentini e giudicato dai Gas completamente scollato rispetto alle necessità delle associazioni che da oltre un decennio sono impegnate nel consumo critico e sostenibile.

Oggi, a cinque mesi da quella polemica e a meno di una settimana dalla scadenza di un altro stanziamento da 70 mila euro, la situazione non è cambiata. “La Provincia non ci ascolta – lamenta la Rete dei Gas di Roma – continua a pubblicare avvisi con finanziamenti a pioggia quando noi avremmo bisogno di interventi strutturali”. “La tipologia dei progetti finanziati – risponde Palazzo Valentini – dipende dai regolamenti provinciali. Intanto vogliamo incentivare la diffusione di queste associazioni, per il futuro non escludiamo altre azioni”.

Da tre anni ormai la Provincia di Roma si interessa ai Gruppi di acquisto solidale, una realtà che nel territorio coinvolge tremila persone. Associazioni più o meno strutturate – si va da quelle con tanto di statuto a gruppi di condòmini che si mettono insieme in modo informale – che concordano l’acquisto di prodotti alimentari direttamente dai produttori, saltando la grande catena di distribuzione. Un modo per tenere a bada i prezzi, gonfiati nei passaggi intermedi dai terreni agricoli ai banchi dei supermercati, ma anche una scelta di consumo. Sì al biologico, sì al “chilometro zero” (cioè l’acquisto da produttori geograficamente vicini, per evitare i costi e l’impatto ambientale dei trasporti), sì alle aziende che certificano il rispetto e la tutela dei lavoratori.

Una moda? Forse. Fatto sta che dalla nascita del primo gruppo di acquisto solidale, nel 1994, a oggi l’interesse verso queste forme di consumo è andato via via crescendo. “Oltre al cibo, con lo stesso criterio noi compriamo anche scarpe e altri beni – raccontano al Gas “Libera Tutti” di piazza Caravaggio – L’unico problema, per cui chiediamo aiuto alla Provincia, è la difficoltà di stoccare la merce che arriva settimanalmente. Fare la spesa in gruppo aiuta, ma poi è complicato tenere in casa carni e formaggi acquistati da trenta famiglie. Servirebbe un magazzino”.

La questione tra Provincia di Roma e Gas è una storia di dialogo mancato. “Ci avevano assicurato che, dopo il primo bando a pioggia uscito nel 2010, avrebbero ascoltato le nostre esigenze e finanziato progetti di cooperazione e interventi strutturali – spiega Marco Binotto – ma tutte le promesse sono state tradite e questo bando è la copia del precedente. La verità – conclude – è che manca completamente una policy, mentre prevale un ‘modo politico’ di ragionare: ci si accontenta di dire che si sta aiutando una realtà ma non ci si impegna davvero nel confronto”.

Al centro della discussione attuale c’è l’ennesima esclusione dai finanziamenti 2011 di progetti relativi all’acquisto di beni durevoli. Il bando della Provincia scaduto il 29 luglio mette a disposizione 35 mila euro per i gruppi di acquisto solidale, 20 mila per i proprietari di botteghe nel mondo e 15 mila per gli orti urbani. Il denaro sarà assegnato sulla base di una graduatoria, ai progetti vincitori andrà un contributo di circa 4 mila euro. L’obiettivo, si legge nei documenti, è quello di “incoraggiare nuove forme di acquisto e consumo consapevole”. “Ma a noi servono frigoriferi per lo stoccaggio e furgoncini per la consegna – rispondono i Gas capitolini – E soprattutto occasioni per fare rete, mentre un bando a pioggia ci mette in concorrenza, l’uno contro l’altro”. Altro punto irrisolto è la durata dei finanziamenti, generalmente un anno. “Nel 2008 hanno sovvenzionato la creazione di uno sportello informativo – dicono – Benissimo. Peccato solo che sia durato un anno”.

Alle critiche, però, la Provincia non ci sta: “Abbiamo adattato i nostri bandi alla realtà del consumo sostenibile, in continua evoluzione. Ad esempio i primi finanziamenti del 2008 erano solo a favore dei gruppi d’acquisto, mentre oggi aiutiamo anche botteghe equo-solidali e orti urbani”.

Di fatto, come già accaduto nel 2010, veicoli da consegna, celle frigorifere e macchinari per imballaggio – beni di vitale importanza per la sopravvivenza di un gruppo d’acquisto – non saranno ammessi al finanziamento. Né ci sono indicazioni se lo saranno in futuro. Ma l’handicap non ha scoraggiato i Gas capitolini e della Provincia, che hanno presentato a Palazzo Valentini oltre 70 progetti: più del doppio rispetto alla precedente call. I vincitori, e il seguito delle polemiche, si conosceranno a ottobre.

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