Passa il piano casa tra critiche e insulti

consiglio_regionale_lazio_sliderApprovato dal Consiglio regionale il subemendamento. L’opposizione: incostituzionale | VIDEO

ROMA – Il piano casa è legge. Dopo una maratona lunga una settimana, tra polemiche, sfuriate e discussioni sempre pù accese, con tre sedute notturne il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mario Abbruzzese, ha approvato nella tarda serata di ieri il provvedimento con 41 voti a favore e 22 contrari. L’approvazione è stata resa più rapida dalla decisione della giunta, contestata dalle opposizioni, di presentare il cosiddetto maxi-subemendamento generale che, riscrivendo tutti gli articoli della legge, ha fatto decadere i circa 180 emendamenti presentati dall’opposizione.

La tanto contestata nuova legge urbanistica della Regione è riuscita però a ricompattare la maggioranza intorno alla governatrice, facendo quadrato su uno dei punti del programma elettorale più attesi. Il ‘miracolo’ paradossalmente si è consumato anche  grazie alle interferenze del ministro dei Beni Culturali, Giancarlo Galan (dietro cui si nasconderebbe in realtà il sottosegretario Francesco Giro), secondo il quale il piano casa era da bocciare ”per evidenti tracce di incostituzionalità; il mio ruolo è quello di intervenire dopo e lo farò, io sono dalla parte del Paese e delle coste”. Ai ricorsi minacciati da Galan pronta è stata la risposta della governatrice del Lazio, Renata Polverini, che in una lettera al premier Silvio Berlusconi aveva chiesto ”corrette relazioni istituzionali tra governo e regione”. Nonostante questo anche ieri Galan era tornato sulla vicenda promettendo “un’impugnativa alla Corte Costituzionale se non saranno modificati quei quattro o cinque punti presenti nella bozza”.

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L’opposizione aveva sposato in pieno le parole del ministro: il senatore dell’Italia dei Valori, Stefano Pedica, aveva infatti sottolineato come ”anche Galan conferma il disastro del Piano Casa Polverini, un piano senza capo né coda, che tutela i costruttori e non chi ha bisogno di una casa. Un piano Polverini che non dice nulla e che conferma la linea di questo governo regionale che non risolve alcun problema”. A dargli manforte un agguerrito Luigi Nieri, capogruppo di Sel, che ha dichiarato: “La Giunta ha voluto un’ulteriore forzatura presentando il maxiemendamento: la nostra risposta sarà il referendum abrogativo a settembre perché prima gli affari a Roma si facevano acquistando i terreni, con questa legge il business sarà quello dei capannoni abbandonati”.

Contrari su tutta la linea anche le associazioni ambientaliste con Legambiente in testa. “Questo piano casa – dichiara Lorenzo Parlati, presidente Legambiente Lazio – non ha nulla a che fare con l’emergenza abitativa della città. Si avrà infatti la possibilità di costruire, in aree sottoposte a vincolo paesistico, porti, impianti sportivi, strutture ricettive, classificati come opere private di interesse pubblico, dove per interesse pubblico, si ammette una concezione per lo meno alquanto discutibile. Cosa c’entrano queste funzioni ed infrastrutture con l’emergenza abitativa? Inoltre – aggiunge Parlati – la nuova proposta regionale di piano casa, cancella qualsiasi regola per un ordinato sviluppo urbanistico delle città e del territorio laziale. La bozza presentata dal vicepresidente della Regione Lazio e assessore all’urbanistica prevede infatti interventi indiscriminati nelle zone agricole, consente interventi nelle aree naturali protette e nei parchi, nella città storica fuori dalle antiche mura e autorizza gli incrementi di cubatura dei capannoni contemporaneamente al loro cambio di destinazione d’uso da non residenziale a residenziale”.

Ma alla fine, a tarda notte, il provvedimento è passato, non senza ulteriori bagarre. In un video dei Radicali, che ha già fatto il giro della rete, si vede una Polverini sul piede di guerra che attacca l’opposione senza mezzi termini: “È successo un fatto spiacevole per l’intrusione a gamba tesa di un ministro della Repubblica nel processo legislativo dell’Assemblea regionale del Lazio – ha detto la Polverini rivolgendosi ai banchi dell’opposizione – Ho trovato assolutamente sconveniente, e dal punto di vista istituzionale lo considero un errore gravissimo, che una parte di questo Consiglio invece di far notare al ministro che l’Assemblea è sovrana ed eletta dal popolo, gli ha dato ragione. Quella parte dell’assemblea oggi si è messa al servizio del governo Berlusconi e lo avete fatto voi, non noi. Avete detto che un ministro della Repubblica può interferire in una Assemblea legislativa. Questo è quello che ha fatto l’opposizione. Voi siete berlusconiani!”. Una frase detta forse per stuzzicare il centrosinistra ma che proprio non è andata giù ai ‘berluscones’.

Lo scontro sul piano casa è stato in definitiva sì un provvedimento tecnico, ma dagli evidenti contenuti politici, tra chi lo ha presentato per muovere il settore delle costruzioni e il volano del sistema economico regionale, e chi invece lo considera il via libera alle deroghe, nè più nè meno di un qualsiasi condono. Dall’analisi del testo ufficiale, una volta reso noto, si capirà meglio chi ha ragione e chi ha torto.

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