13:49 | L’ultimo pugno per il “Rambo” di via di Salone

A furia di soprusi e di prepotenze, era diventato ormai l’incubo del campo attrezzato di via di Salone. T.M., un nomade italiano di ventiquattro anni, era stato addirittura soprannominato Rambo, per via del suo carattere violento. L’ultima azione dell’uomo quella commessa nei confronti di J.S., cittadina romena di trentotto anni. Per ben tre giorni “Rambo” l’ha minacciata di morte brandendo due coltelli, l’ha brutalizzata e l’ha picchiata con un bastone di legno fino a procurarle un trauma cranico. Il picco di violenza proprio ieri, quando l’uomo si è introdotto nel prefabbricato dove la trentottenne si era barricata in preda al terrore, l’ha nuovamente investita con una raffica di pugni e, urlando “Adesso ti ammazzo!… Adesso ti ammazzo!”, ha cercato di violentarla facendole perdere i sensi. L’intervento degli agenti dell’Ufficio di Coordinamento Operativo Insediamento Nomadi, diretti dal comandante Antonio Di Maggio, ha permesso di mettere in salvo la donna e ha scongiurato danni devastanti. T.M. infatti era anche sul punto di appiccare il fuoco ai container del campo con una tanica di benzina. Gli uomini della Polizia di Roma Capitale lo hanno arrestato e condotto nel carcere di Regina Coeli. “Rambo” non imperversa più per il campo di via di Salone. A suo carico i gravi reati di danneggiamento, lesioni personali, tentata violenza sessuale, violenza aggravata e continuata.

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