Agricoltori in piazza, “regaliamo la frutta per non svenderla”

coldiretti-SLIDERMobilitazione della Coldiretti contro i rincari: dal terreno al carrello i prezzi lievitano del 500% | FOTO

ROMA – Cinque chili di pesche valgono meno di un caffè. E allora, tanto vale regalarli. Si è aperta con questo slogan, volutamente provocatorio, la manifestazione della Coldiretti organizzata a Roma dal comprensorio di Fondi. Quaranta quintali di frutta e ortaggi provenienti dalle campagne più fertili del Lazio e distribuiti, gratis, a piazza Santi Apostoli. “A causa delle troppe intermediazioni, i prezzi al produttore scendono ma il consumatore paga in media l’1,6% in più ogni anno”, spiega Marco Francia, presidente della Coldiretti di Fondi “ma soprattutto agricoltore”.

Un controsenso che dipende dalle inefficienze, e non solo, nel passaggio dall’azienda agricola al carrello della spesa. “La merce che al produttore viene pagata 30 centesimi al chilo – prosegue Francia – dovrebbe arrivare al consumatore a un prezzo massimo di 90 centesimi. Come mai, invece, la gente si trova a pagare anche 2.20 euro?”. I costi di trasporto e movimentazione incidono, ma non così tanto. “E’ anche un problema di speculazione. E se dobbiamo svendere il nostro lavoro, allora tanto vale dar via la roba gratis”.

L’escamotage dei pochi e potenti nomi della grande distribuzione, in effetti, c’è. “Lasciano che frutta e verdura si accumulino al mercato, così quando vanno a ritirare la merce, nel frattempo aumentata in quantità e in parte deperita, possono trattare sul prezzo”, raccontano i coltivatori. Un “trucco” che costa tantissimo: “Solo per fare un esempio – dicono – nel 2011 le pesche vengono pagate la metà rispetto al 2001, mentre alla cassa del supermercato costano sei volte tanto”.

Ma non è solo la distribuzione ad allargare la forbice dei prezzi tra produzione e consumo. C’è la concorrenza dei Paesi europei ed extraeuropei, una giungla causata dall’inadeguatezza delle normative comunitarie. Fattori congiunturali come l’emergenza Escherichia coli; il crollo dei consumi a causa della crisi economica, i giovani oggi mangiano meno frutta e verdura dei loro nonni, sono tutti fattori che nel tempo hanno fatto crollare del 29% i prezzi pagati agli agricoltori, mentre i consumatori spendono sempre di più. “Dobbiamo combattere con pomodori e ortaggi provenienti da Spagna e Olanda, che quando va bene sono coltivati in serra e comunque non rispettano le leggi italiane – prosegue Francia – Ancora peggio sono i prodotti extracomunitari, contraffatti, spesso introdotti nel nostro Paese in modo irregolare e spacciati per merce italiana”.

La manifestazione romana, che ha radunato decine di persone in fila per una sporta gratuita di ortaggi freschi e profumati, ha voluto dire tre cose. “Il primo messaggio è per i consumatori: devono sapere che i rincari che pagano non vanno a noi ma agli intermediari – conclude Francia – Il secondo è per la grande distribuzione, che si renda disponibile a un confronto senza sfruttare la propria posizione di forza. Infine parliamo alle istituzioni, affinché ci tutelino con l’intensificazione dei controlli alle importazioni”.

Da parte loro, gli agricoltori stanno lavorando a una serie di iniziative. A cominciare dalla creazione di una nuova filiera di distribuzione gestita direttamente dai produttori, con meno costi di intermediazione e maggiore garanzia sulla provenienza della frutta e della verdura. “E non solo – spiegano da Coldiretti – La ‘Bottega di campagna amica’, ad esempio, è una rete di negozi che vendono frutta e verdura ma anche formaggi, pasta e altri generi alimentari. Per avvicinare coltivatori e consumatori e incentivare il consumo di prodotti di stagione e provenienza locale”. Qualcosa che fa bene alla linea, fa bene alla salute. E, dicono, fa bene anche all’economia.

(Federica Ionta)

Fotogallery (clicca sulle foto per un ingrandimento)

{gallery}fotogallery/coldiretti-roma{/gallery}

Potrebbero interessarti anche