Il Teatro dell’Opera verso l’autonomia

teatro-opera-SLIDERIl protocollo d’intesa salva i 124 precari e i 507 dipendenti stabili della Fondazione | IL DOCUMENTO

 

ROMA – Cinque ore di contrattazione poi l’accordo: l’intesa tra il sindaco Alemanno e i sindacati di settore di Cgil, Cisl e Uil, arrivata nella notte del 4 agosto, può essere letta come un passo avanti verso l’autonomia del Teatro dell’Opera di Roma.

La doppia firma infatti dà una speranza non solo al Teatro, che vede riconosciuto il suo ruolo nel contesto nazionale e internazionale, ma soprattutto ai 124 lavoratori temporanei che da oggi vedono più vicina la regolarizzazione del contratto. Oltre al precariato, l’accordo anticipa la progressiva trasformazione del teatro dell’Opera in una fondazione autonoma, come il conservatorio di Santa Cecilia. Meno chiaro il passaggio relativo ai finanziamenti istituzionali: l’intesa non va oltre un “impegno” del sindaco Alemanno a garantire contributi triennali.

La notizia della firma, oltre al commento positivo dei rappresentanti dei sindacati, ha avuto il plauso anche di Catello De Martino, sovrintendente ad interim dal 2009 quando il Teatro è entrato nella delicata fase di commissariamento. “E’ un importante passo in avanti verso il riconoscimento dell’eccellenza artistica e amministrativa del Teatro – ha commentato il dirigente salernitano, prima di offrire qualche anticipazione sulla possibilità che Riccardo Muti ne accetti la direzione – Il rapporto con il Maestro è molto stretto”.

Il testo sottoscritto dalle parti si divide in tre punti:

1. Copertura di 631 posti di organico a tempo indeterminato entro la fine del 2011. L’accordo impegna in prima persona il sindaco e presidente del Cda della Fondazione Teatro dell’Opera, Gianni Alemanno, a lavorare per l’assunzione dei 124 precari che oggi lavorano nella struttura, a fronte di 507 dipendenti stabili. Tra le “azioni” previste, l’intesa include la modifica della legge 100/2010 (legge Bondi) che limiterebbe al 15% dell’organico il numero di contrattisti a termine che possono essere assunti dalla fondazioni sinfonica (cioè 95). Si prevede poi l’indizione di concorsi per le nuove assunzioni.

2. Finanziamenti istituzionali. Il secondo punto dell’intesa, sui finanziamenti alla Fondazione per garantirne la programmazione nel medio periodo, è meno chiaro del precedente. Si fa riferimento ad un generico “impegno” del Sindaco-Presidente ad “affrontare il tema”, ma l’accordo non specifica né come né da chi questi fondi saranno reperiti (si parla di “finanziamenti istituzionali” e di azioni volte a “reperire sponsor privati”). Unica indicazione: le erogazioni dovrebbero avere durata triennale.

3. Tavolo di confronto tra sindacati e Fondazione. Tra settembre e ottobre sindacati e Sovrintendenza dovrebbero concludere un accordo che consenta alla Fondazione di “traghettare” verso lo status di fondazione autonoma minimizzando così i rischi di vertenze.

Il documento firmato

  1.  Protocollo d’intesa (pagina 1)
  2.  Protocollo d’intesa (pagina 2)

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