Inchiesta sulle auto blu: i ministeri

auto_bluL’amministrazione centrale nel Lazio: tremila mezzi che costano 150 milioni di euro | L’inchiesta, parte I

ROMASettantaduemila auto di rappresentanza, servizio e “a disposizione” e oltre 35 mila addetti. Sono i numeri del parco auto dello Stato italiano secondo i dati di una ricerca condotta dal Formez. Un vero e proprio censimento che tra marzo e giugno 2011 ha interessato 8.277 enti centrali e locali (ma solo 5.095, cioè il 62%, ha risposto ai questionari) e che è consultabile in un  database online.

Necessità per alcuni, privilegio secondo altri, le auto blu costano all’Erario più di due miliardi di euro ogni anno tra spese di acquisto e manutenzione delle vetture, rifornimenti di carburante e stipendi per 14 mila autisti. Una cifra enorme, che non include i costi per le 65 mila autovetture usate per scopi di sicurezza o di appartenenza alla polizia municipale e provinciale.

Nel centro-sud a partire dal Lazio si concentra la percentuale più alta delle vetture di servizio e rappresentanza rispetto al totale del parco auto (7,6% nel Lazio, 10,5% nel Mezzogiorno e in Sicilia).

 

Romacapitale presenta un inchiesta a puntate, che fotografa la flotta di vetture di rappresentanza e servizio in dotazione alla Pa centrale, agli enti locali e infine alle Asl e alle università.

 

Nel Lazio sono 42 gli enti della Pubblica amministrazione centrale che hanno partecipato al monitoraggio e che hanno dichiarato, nel complesso, di possedere 1.462 auto “blu blu” e “blu”, cioè rispettivamente auto di rappresentanza per le alte cariche, di servizio per i dirigenti e 1.587 auto “grigie” a disposizione ma senza autista. Un apparato che, stando ai numeri degli enti che hanno risposto al sondaggio, ogni anno costa oltre 16 milioni di euro più 125 milioni per gli stipendi del personale di guida.

Data la presenza della pubblica amministrazione centrale e degli altri organi costituzionali, di enti locali e centri di ricerca, nel Lazio circolano più del 12% delle auto blu italiane e il 2,6% delle auto grigie.

A gravare sono soprattutto i ministeri, Giustizia e Interni in testa: solo il dicastero di via Arenula vanta un “garage” di 595 auto blu e blu-blu e 963 grigie utilizzate per lo svolgimento delle funzioni e dei servizi interni. Nel 2010, per acquistare 106 nuove vetture, il ministero ha presentato all’Erario una fattura da oltre sette milioni di euro, cui si devono aggiungere 94 milioni per il personale adibito alla guida o impegnato nella gestione e nella custodia del parco auto e altri 5,4 milioni per assicurazioni e bolli, revisioni, carburante e manutenzione. Altri esempi significativi sono la Presidenza del consiglio dei ministri, che ogni anno spende 5,7 milioni di euro per 89 auto di rappresentanza e servizio e venti vetture a disposizione, e il Csm. Il Consiglio superiore della magistratura ha infatti una flotta di 23 tra auto blu-blu e blu e 7 auto grigie, che costano in media 2 milioni di euro ogni anno.

Tra i più parsimoniosi, invece, i ministeri dell’Ambiente e del Lavoro, titolari rispettivamente di 13 e 18 auto blu sia di rappresentanza che di servizio, la cui gestione costa ogni anno 110 e 143 milioni di euro.

Nell’insieme degli enti con sede nel Lazio va segnalato il caso dell’Inps: 40 auto blu e 45 autisti che costano all’ente previdenziale 2,7 milioni di euro ogni anno.

Interessante, infine, il dato relativo alla media dei chilometri percorsi. Nel 2010 le tremila auto blu e grigie dei ministeri e degli altri enti della Pa centrale con sede nel Lazio hanno viaggiato per oltre 50 milioni di chilometri, in media 17 mila chilometri a vettura. Senza considerare gli stipendi degli autisti ma solo le spese di gestione (16 milioni), ogni chilometro percorso è costato allo Stato, e dunque ai cittadini, 300 mila euro.

 

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L’inchiesta – Parte II: gli enti locali

L’inchiesta – Parte III: università e asl

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