FS si libera di asset non strategici

trenitalia-SLIDERI nuovi obiettivi del piano industriale di Moretti su cui Ferrovie dello Stato marcia spedita

ROMA – L’iperattivismo dell’ing. Moretti non conosce ferie, ponti, vacanze, pause di riflessione. Anche in questa torrida estate il caudillo delle Ferrovie dello Stato ha continuato a marciare come un treno (!) nell’attuazione del suo piano industriale che da qui al 2015 (in Borsa o non in Borsa) avrà rivoltato a 360 gradi la ex più disastrata impresa pubblica italiana.

Come annunciato infatti ai suoi referenti istituzionali, tutta l’azienda, come un sol uomo, dovrà concentrarsi d’ora in avanti sullo sviluppo internazionale, sul lancio di nuovi prodotti/servizi, sulla netta separazione tra servizi a mercato e servizi universali rimborsati dallo Stato, sulla rivoluzione dell’intera filiera merci e sull’efficienza dei costi. Il tutto senza naturalmente abbassare la guardia, anzi esercitando la massima pressione sul principio di reciprocità con gli altri Stati UE e soprattutto sulla parità di condizioni competitive nel nostro Paese, sempre più insistentemente “minacciata” da nuovi competitor, come la Ntv di Montezemolo, Della Valle e i francesi di Sncf. “Non possiamo competere – reclama con forza il presidente di FS – con chi va sul mercato e può liberamente scegliere i propri fornitori. Così non c’è competizione, noi impieghiamo un anno a fare quello che gli altri possono fare in un giorno”.

In quest’opera di forte concentrazione delle attività sul core business ferroviario, c’era da attendersi che prima o poi asset aziendali ritenuti non strategici venissero presi in considerazione per alleggerire i costi e soprattutto gli oneri finanziari del gruppo. Così rispunta l’ipotesi di cedere in blocco al miglior offerente l’intera rete elettrica a media ed alta tensione dell’azienda, tentativo che già fu fatto due anni fa senza successo perché Terna si dichiarò interessata solo alla parte più moderna della rete. Oggi si parla di 9.200 chilometri di linea in AT, di 367 sottostazioni e oltre 5.000 chilometri in MT. Secondo le prime stime – che danno come già individuato in Bnp Paribas l’advisor per le operazioni propedeutiche – l’intero pacchetto potrebbe valere mezzo miliardo di euro.

E in effetti, come ha calcolato Il Sole 24 Ore, il boccone appare più che invitante per diversi compratori, dal momento che si avrebbero ricavi certi e duraturi assicurati dai canoni di affitto a lungo termine della stessa rete a FS, investimenti relativamente ridotti, possibilità di trasmissione di energia elettrica per conto terzi in tutta Italia. E’ naturale che con queste caratteristiche si ipotizzi un parco di potenziali acquirenti abbastanza nutrito. Il primo nome che viene in mente è ovviamente quello di Terna che già possiede quasi per intero la rete elettrica di trasmissione. Ma non è l’unico nome che circola: se si dovesse arrivare all’asta sicuramente si farebbero sotto fondi infrastrutturali di private equity, come F2i di Vito Gamberale, o i francesi di Axa o di Antin.

Comunque, come si vede, il rullo compressore Moretti continua ad alleggerire l’azienda di zavorre o anche solo di pesi non essenziali per affrontare nelle migliori condizioni il mare aperto del mercato. E sotto i suoi cingoli restano anche molti lavoratori (solo l’anno scorso gli esodi sono stati più di 3.000) e, in proporzione, altrettanti dirigenti. L’ultimo esempio è l’ennesima “potatura” intervenuta di recente ai piani alti della capogruppo e di alcune società controllate.

Ma la mano pesante sulla gestione delle risorse umane del gruppo si manifesta non solo quantitativamente, ma in un “nuovo disegno organizzativo della macrostruttura” in cui la figura dei neocostituiti “quadri apicali” potrà subire “continue modificazioni in conseguenza della variazione degli elementi soggettivi e oggettivi caratterizzanti il quadro generale (cambi di titolarità, modificazioni dell’assetto organizzativo, o dei livelli di performance espressi dalle persone)”. Insomma, mano libera dell’azienda su tutta la linea delle relazioni industriali, secondo una strategia che sembra evocare vagamente il new style marchionniano.

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