Acea in soccorso degli italiani di Edison

energia-SLIDERNessuna soluzione al braccio di ferro tra italiani e francesi. In campo probabilmente anche Acea insieme ad A2A e alla Iren

ROMA – Il preannunciato incontro odierno tra il nostro ministro dello sviluppo economico, Paolo Romani, e l’amministratore di Elecriticitè de France, Henri Proglio, per la spartizione del gruppo Edison, ha partorito il classico topolino. D’altro canto la maggioranza degli osservatori aveva già scommesso sull’esito interlocutorio dell’appuntamento, dato che il ministro italiano non aveva ancora una proposta chiusa da presentare a Proglio, dopo lo stop imposto sei mesi fa da Tremonti al “papocchio” sottoscritto dai principali soci di Edison che assegnava solo gli impianti idroelettrici alla municipalizzata milanese A2A (20% di Edison), mentre tutto il resto andava ai francesi di Edf (50%). A bocca asciutta rimaneva il socio di minoranza, la multiutility emiliana Iren, che infatti da quel momento si è chiamata fuori dai giochi e mira solo a monetizzare la sua partecipazione.

In queste condizioni, senza alcun passo avanti compiuto in sei mesi e con i soci italiani riuniti nella società Delmi ma in perenne lite fra loro, al ministro italiano, intervenuto a Cernobbio qualche giorno prima dell’incontro, non è rimasto che proclamare la sua ferma volontà di “difendere l’italianità dei grandi gruppi industriali”. Perché comunque non si avessero dubbi sulla durezza dello scontro, gli ha subito risposto l’amministratore delegato di Edf che senza mezzi termini ha detto: “Voglio rafforzare la nostra posizione e spero di convincere il governo e gli industriali italiani. Ma non correrò l’avventura di prendere delle partecipazioni per trovarmi ad essere minoritario o a cogestire una delle nostre attività di core business”. Più chiaro di così il manager francese non poteva essere.

Il comunicato emesso al termine dell’incontro di oggi si è limitato pertanto a dar notizia che “nel primo cordiale colloquio, Romani e Proglio hanno avuto  un approfondito confronto sul dossier Edison e sono addivenuti al comune e forte (!) intento di raggiungere un risultato positivo per le parti coinvolte, spostando al 30 ottobre il termine entro il quale si possano definire gli accordi tra Edf e i partners italiani”.

Non restano dunque che 50 giorni per tentare di portare fuori da Edison la società Edipower con le sue nove centrali elettriche e farla acquistare da una cordata di imprese italiane che al momento non esiste, come conferma l’a.d. di Intesa Sanpaolo sul cui tavolo per il momento “non c’è nulla”. Ciò non toglie che vi possa essere interesse per l’operazione di acquisto da parte di aziende del settore. Tra queste, la multi utility romana Acea starebbe valutando con attenzione la possibilità di partecipare ad un’eventuale cordata per Edipower. Al riguardo la società di piazzale Ostiense avrebbe già preso contatti con il ministero dello sviluppo economico e aperto un dossier per un’intesa industriale con A2A e un eventuale supporto finanziario del fondo per la salvaguardia delle imprese strategiche della Cassa depositi e prestiti.

Da qui alla fine di ottobre romacapitale.net terrà accesi i riflettori sui possibili sviluppi dell’operazione.

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