Allarme Ocse: l’Italia non cresce

ocse-SLIDERNel terzo trimestre del 2011 l’organizzazione internazionale prevede -0,1% | IL DOCUMENTO

ROMA – Crisi economica, la fine del tunnel si allontana per gran parte dei Paesi industrializzati mentre continuano a crescere le economie emergenti, anche se a un tasso meno sostenuto. E’ quanto afferma l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico nell’Interim economic assessment datato 8 settembre. “La ripresa nel secondo trimestre si è quasi arrestata in molte economie dell’area”, con l’unica eccezione del Giappone che, dopo il tonfo dovuto alla concomitanza tra tsunami e disastro nucleare, nel terzo trimestre del 2011 dovrebbe assistere a una ripresa del Pil del 4,1% (dopo i -3,6% del primo e -1,3% nel secondo trimestre).

Il  documento descrive un quadro preoccupante: tasso di crescita vicino alla stagnazione, indebolimento del commercio mondiale, rallentamento nella ripresa del mercato del lavoro sono solo alcuni dei campanelli d’allarme suonati dall’Ocse. Va male non solon ell’Eurozona ma anche negli Stati Uniti, in cui lo sviluppo nella prima metà del 2011 è stato più debole del previsto, e in un gigante come la Cina dove, continua il report, “la crescita si è notevolmente indebolita”.

L’organizzazione rivede anche le stime di crescita per l’Italia per il 2011: rispetto al +1,1% del primo trimestre e +1,3% del secondo, ora il dato della crescita scende rispettivamente a +0,6% e +1,0%. Peggio ancora il terzo trimestre, quando l’Ocse prevede -0,1%.

“A quanto pare la crescita è molto più lenta del previsto – da sottolineato l’economista Pier Carlo Padoan – e il rischio di tassi negativi è aumentato. L’imperativo ora è ricostruire la fiducia dei consumatori e delle aziende nel sistema economico”.

 

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