Baratto Comune-Vaticano: mille case per un’area agricola

tenuta_acquafreddaCeduti 210 mila metri cubi di spazi edificabili in cambio di 60mila metri quadri nel parco naturale di Valle Aurelia

ROMA – Nessun cittadino romano scambierebbe mai 210 mila metri cubi edificabili per sessanta ettari di aree agricole. L’amministrazione di Roma Capitale, invece, l’ha fatto. Ha barattato, come si suol dire, una montagna con un pugno di lenticchie. Con un atto che in gergo tecnico si chiama “cessione” e che, per l’approvazione, ha addirittura messo d’accordo i consiglieri Pd e Pdl.

Parliamo dello scambio tra il comune di Roma e lo Stato Vaticano di 210 mila metri cubi di diritti edificatori, che equivalgono a mille appartamenti di 90 metri quadri ciascuno, in cambio della cessione di 60 ettari della Tenuta dell’Acquafredda, situata alle porte di Roma tra la via Boccea e la Via Aurelia. Al momento il diritto a costruire non è riferito a un’area precisa della Capitale, che sarà individuata in futuro.

La denuncia è arrivata pochi giorni fa dal consigliere comunale Giovanni Barbera, membro della direzione romana del Prc e Federazione della sinistra, e presidente del Consiglio del XVII Municipio. “Tale permuta – ha scritto Barbera in una nota – viola l’art. 14 delle norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale che limitano la possibilità di trasferire i diritti edificatori da una zona all’altra di Roma ai soli casi espressamente indicati nel suddetto articolo, in cui non sono ricompresi i terreni della Tenuta dell’Acquafredda”. Secondo il consigliere, per approvare la delibera di cessione sarebbe stato quindi necessario procedere a una variazione del Prg “con un iter procedurale lungo e tortuoso, di cui non c’è traccia”.

Dall’assessorato all’urbanistica non è arrivato nessun commento. L’assessore Marco Corsini, più volte contattato da Romacapitale.net, non ha spiegato perché il Comune ha trasferito alla Sede apostolica diritti edificatori per 210 mila metri cubi – secondo Barbera pari al valore economico di circa 400 milioni di euro – né perché ha scambiato il diritto a costruire con un’area a destinazione agricola, com’è la Tenuta dell’Acquafredda in base al piano regolatore.

L’unica risposta, per ora, è arrivata dallo stesso Barbera. “L’operazione dell’Acquafredda è un grosso regalo bipartisan del Campidoglio all’Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica, di fatto l’immobiliare della Santa sede. Nonostante i tempi di magra, i vantaggi per il Vaticano non mancano mai”.

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