L’ex Ice e l’incertezza di cento funzionari

Istituto_commercio_esteroHanno vinto un concorso nell’aprile del 2010. Solo in 16 sono stati assunti. Poi l’Ice è stato smantellato

ROMA – Avevano festeggiato l’esito del concorso per un posto da funzionario all’Ice. Su 15 mila candidati solo in 170 avevano superato una prova preselettiva, due prove scritte e una prova orale. Era l’aprile dell’anno scorso quando ancora l’Ice, l’Istituto nazionale per il commercio estero, navigava in buone acque.

A maggio, dopo oltre un anno dall’esito della graduatoria, l’Ice ha assunto i primi quattro vincitori. Poi la notizia bomba. A luglio il governo, con un decreto-legge, decide la soppressione dell’Istituto ed il passaggio delle funzioni, competenze e del personale italiano al ministero dello Sviluppo economico. È scattata allora nei vincitori l’incertezza e il timore, nonostante l’aver superato un concorso pubblico di norma qualche certezza in più la dà. Negli articoli del decreto non si fa infatti alcuna menzione esplicita delle graduatorie dei concorsi già espletati dal soppresso Ice. Solo qualche giorno dopo è intervenuto il decreto del presidente del Consiglio dei ministri, recante “Autorizzazione ad assumere a tempo indeterminato e a trattenere in servizio unità di personale per le esigenze di varie amministrazioni dello Stato”, con il quale si autorizza l’ex Ice ad assumere 12 nuovi funzionari.

Siamo dunque arrivati a quota 16, i cui primi quattro assunti, attualmente in servizio presso l’Istituto verranno riassorbiti presso il dicastero di Romani. E tutti gli altri? Che fine faranno? Lo hanno chiesto alcuni deputati in un’interrogazione scritta indirizzata direttamente al ministro Paolo Romani.

“I vincitori – si legge nell’interrogazione – si trovano adesso in un vero e proprio limbo e incertezza del futuro, dopo aver affrontato un concorso molto complesso, cui hanno partecipato ben 15.000 candidati e che si è protratto per oltre un anno, comprendendo una prova preselettiva, due prove scritte e una prova orale, per sostenere le quali i candidati hanno dovuto impegnarsi in grandi sacrifici e rinunciare ad altre opportunità”. I parlamentari chiedono quindi come il ministero intenda adoperarsi per garantire che i restanti vincitori – ed idonei, per eventuale scorrimento della graduatoria – siano assunti e che ciò avvenga in tempi certi, in modo che non vadano né vanificati gli sforzi intellettuali dei vincitori, né sprecate le risorse pubbliche impiegate per espletare le procedure concorsuali.

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