Qualità dell’aria e mobilità sostenibile: Roma ultima in Europa

Traffico_sliderSecondo la classifica ‘City Ranking Project’, Roma ultima nello sforzo di ridurre l’inquinamento atmosferico

ROMA – Roma si posiziona all’ultimo posto per gli sforzi tesi a ridurre l’inquinamento atmosferico causato dal traffico di automobili. La classifica del “City Ranking Project”, pubblicata oggi e promossa da European Environmental Bureau (EEB) e da Friends of the Earth Germania, vede Roma (38%) e Milano (44%) ultime in Europa nell’attuazione di buone pratiche, mentre Berlino (84%), Copenhagen (82%) e Stoccolma (82%) sono ai primi tre posti. La ricerca analizza le diciassette principali città europee e prende in esame nove differenti parametri, tra i quali le politiche di gestione del traffico e l’utilizzo di trasporti pubblici sostenibili.

Il progetto ha messo a confronto le misure realizzate e i piani in corso d’opera nelle più importanti città europee per migliorare la qualità dell’aria e ridurre i livelli di inquinamento prodotto, soprattutto, dal traffico veicolare. Le città europee sono state giudicate in base alle misure adottate tra il 2005 e il 2010, essendo proprio il 2005 l’anno in cui è entrato in vigore il limite massimo di PM10 consentito.

“Lo studio conferma quello che i cittadini sanno bene: Roma soffre di smog e arranca dietro alle altre città europee su trasporti e mobilità, non solo per mancanza di buone pratiche, ma soprattutto negli ultimi anni, per le scelte sbagliate del sindaco Alemanno – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. La città è disastrata dal punto di vista della mobilità, con un traffico sempre più incontrollato, un servizio pubblico che non riesce a farsi spazio tra le miriadi di auto private che congestionano le strade e peggiorano la qualità dell’aria, i pullman turistici liberi di andare ovunque, la sosta tariffata sfasciata. Unica buona notizia – sottolinea Parlati – è il nuovo piano Interventi Operativo, approvato ad agosto dalla Giunta comunale, con la previsione di targhe alterne, domeniche a piedi e blocchi per la circolazione delle auto più inquinanti”.

Classifica

Il sistema di trasporto pubblico di Roma affronta quotidianamente problemi di capacità nelle ore più critiche, con la maggioranza dei romani che sceglie mezzi di trasporto privati e solo un misero 28% che utilizza i mezzi pubblici. Il numero delle corsie protette per i bus è aumentato del 9,8% tra il 2005 e il 2009, ma ora la crescita si è fermata. I progetti di pedonalizzazione sono costantemente rinviati, per la bicicletta si evidenzia la troppo limitata possibilità di portare bici a bordo di bus e metro, a differenza di città modello come Berlino, ma anche la limitata rete ciclabile (256 chilometri) e del bike sharing (29 stazioni).

Infine non sono in atto politiche strutturate per acquisti o noleggi di flotte pubbliche di auto elettriche e a basso impatto ambientale. In conclusione – prosegue il rapporto pubblicato su sootfreecities.eu- le misure adottate dalla Capitale in favore della mobilità sostenibile mancano di una strategia più ampia in grado di promuovere il trasporto pubblico rispetto all’uso prevalente delle auto, con gravi conseguenze per la qualità dell’aria e per la salute dei cittadini.

Di tutt’altra opinione l’assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Antonello Aurigemma, secondo cui “la classifica del ‘City Ranking Project’ non misura e non può misurare gli effetti delle numerose buone pratiche messe in atto dall’amministrazione”.
“L’indagine da cui è tratta la classifica – spiega Aurigemma – prende in considerazione gli anni tra il 2005 e il 2010, valutando gli effetti delle politiche della mobilità inaugurate dalle precedenti amministrazioni. La Giunta Alemanno, che si è insediata a metà del 2008 – sottolinea l’assessore -, ha piuttosto anticipato la questione della sostenibilità rendendola da subito un tema centrale delle sue politiche. Ad essa si ispira il Piano Strategico della Mobilità Sostenibile, che ha tra le sue priorità l’aumento del trasporto pubblico, la diffusione di veicoli a emissioni zero e il risparmio energetico.

È evidente che gli effetti positivi di questa nuova politica non possono essere verificati in tempi brevi – spiega Aurigemma – e gli interventi già ampiamente avviati non sono pochi. Tra questi: l’estensione delle linee metropolitane su ferro e la creazione di nuove; la riorganizzazione della rete di trasporto pubblico e la sostituzione di flotte intere di autobus con mezzi a basso impatto ambientale. E ancora, il progetto di pedonalizzazione del centro storico (circa 5 kmq), la cui prima fase, cosiddetta del Tridente, sarà inaugurata già quest’anno.

Infine – conclude Aurigemma – in tema di ricadute ambientali dirette, Roma Capitale ha istituito l’Osservatorio Ambientale e sui Cambiamenti Climatici della Città. Politiche serie per una città finalmente al passo con il resto d’Europa”.

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