Magistrati in rivolta contro la manovra del governo

palamara-anm-sliderIl comitato centrale dell’Anm proclama lo stato di agitazione contro l’iniquità al principio di eguaglianza

ROMA – Il Comitato centrale dell’Associazione nazionale magistrati ha proclamato lo stato di agitazione della categoria “per le misure contenute nella manovra economica recentemente approvata, che penalizzano esclusivamente i dipendenti pubblici, senza colpire in alcun modo i possessori di grandi ricchezze e gli evasori fiscali e senza intervenire sulle numerose fonti di spreco del denaro pubblico”.

In particolare – si legge nella nota dell’Anm – appaiono evidenti “l’iniquita’ e la contrarieta’ al principio di eguaglianza e di parita’ contributiva del mantenimento del contributo di solidarietà per i redditi superiori ai 90.000 euro solo per il pubblico impiego e dell’eliminazione dell’analoga previsione in relazione ai redditi dei privati, per i quali è previsto un prelievo di gran lunga inferiore, e per i redditi privati superiori ai 300.000,00 euro. ”Peraltro – prosegue il comunicato -, per i magistrati, tale misura si aggiunge agli ulteriori tagli e prelievi sulla retribuzione già previsti dalle precedenti manovre economiche. Mancano, inoltre, misure efficaci per il contrasto dell’evasione fiscale, vera piaga del nostro paese, che anzi e’ stata negli anni favorita dai ripetuti provvedimenti di condono”.

Nessun intervento, infine, a giudizio dei magistrati italiani, risulta adottato per realizzare un’effettiva lotta contro la dilagante corruzione nei settori pubblico e privato, causa principale, secondo l’Anm, degli sprechi nella pubblica amministrazione e della proliferazione di patrimoni illeciti. ”Il Cdc delibera, pertanto, di proclamare lo stato di agitazione della categoria e di attuare, assieme alle organizzazioni rappresentative del comparto del pubblico impiego, iniziative locali e nazionali finalizzate a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla grave iniquita’ della manovra e sulla pericolosa e costante delegittimazione della funzione pubblica nel nostro paese”.

La corrente di Magistratura indipendente, che non fa parte del comitato centrale dell’Associazione, propone “sin d’ora di proclamare lo sciopero, non essendo più possibile limitarsi ad un generico e improduttivo stato di agitazione”.

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