La poltrona della nuova Cinecittà che fa gola a tutti

Cinecitt_sliderE’ partita la corsa alla poltrona di ad di Cinecittà Srl. Tra i papabili Lo Foco, Gesuladi e diverse ‘quote rosa’

ROMA – Mentre non si placano le proteste dei sindacati sulla trasformazione di Cinecittà Luce – la società nata due anni fa quando Cinecittà Holding ha incorporato Filmitalia e l’Istituto Luce – da Spa, con capitale sociale interamente statale di 75 milioni di euro, a una Srl, con soli 15 mila euro, è già iniziata la grande corsa per la poltrona di amministratore unico della newco.

Interessi politici-istituzionali fanno del nuovo timone un boccone che scatena avidi appetiti. In pole position ci sarebbero diversi professionisti del mondo cinematografico. Tra questi, molto quotato, è l’avvocato Michele Lo Foco, esperto nel settore delle comunicazioni e dello spettacolo nonché consigliere di amministrazione della Fondazione Cinema per Roma. Da sempre nella galassia del cinema, compresa la Rai, Lo Foco sarebbe il candidato preferito sia dallo stesso ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, sia dal sindaco di Roma, Alemanno con cui ha instaurato un ottimo rapporto di stima.

Molto accreditato anche Francesco Gesualdi, attuale direttore relazioni istituzionali e affari generali di Cinecittà Luce. Dopo un trascorso alla presidenza della fondazione Roberto Rossellini, Gesualdi sarebbe l’uomo giusto in quanto grande conoscitore della macchina del cinema.

Sul podio dei papabili anche Gianni Galoppi, l’avvocato che da anni cura gli interessi dell’Udc. Anche la carriera di Galoppi è costellata di incarichi nel settore della cultura e dello spettacolo: in dieci anni ha assunto diversi ruoli di prestigio in Cinecittà Holding SpA, Italia Cinema, Filmitalia, Audiovisual Industry Promotion, Calabria Film Commission, mentre oggi siede in Rai World come consigliere.

Non mancano ovviamente anche le candidature in ‘rosa’. Come donna al comando, tra i nomi più caldeggiati spuntano quelli di Caterina D’Amico, già amministratore delegato di Rai Cinema, oggi direttore della Casa del Cinema , la produttrice Claudia Mori, la regista Cristina Comencini e, non ultima, la ‘contessa di Cinecittà’, Marina Cicogna: per lei il cinema è patrimonio genetico.

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