Scuola, suona la campanella delle proteste

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Comincia l’anno scolastico per 8 milioni di giovani italiani e ripartono le proteste di studenti e insegnanti

 

ROMA – Primo giorno di scuola per otto milioni di studenti italiani, ennesima giornata di proteste da parte di docenti e precari della Pubblica istruzione.

Hanno cominciato i ragazzi della Rete degli studenti, che intorno alle 8 del mattino hanno inscenato un flash mob con scontrini, calcolatrici e numeri in formato gigante davanti all’istituto Montessori di via Livenza. “Vogliamo far vedere i danni che questo governo ha causato alle nostre scuole e al nostro futuro”, hanno urlato, per protestare contro le classi “pollaio” e i tagli all’organico. Volantini sulle novità introdotte dal ministro Gelmini sono stati distribuiti stamattina davanti a tanti licei romani, tra cui la Farnesina e il Russell, mentre alle 11:30 un gruppo di giovani ha srotolato uno striscione dalla terrazza del Pincio con la scritta “Ora i conti li fate con noi”.

Alle 12:30 è stata la volta dei docenti di latino e greco, che si sono dati appuntamento davanti alla sede del Miur di viale Trastevere. I professori hanno protestato con piatti e pentole per essere rimasti senza cattedra dopo la decisione del ministro Gelmini di spostare al ginnasio anche i colleghi di italiano che insegnano in altri indirizzi. Sempre al dicastero, alle 15 sono arrivati gli studenti dell’Uds con trombette e strumenti musicali, per “suonarle al ministro”.

Roma, dunque, assediata nonostante le novità introdotte a partire da quest’anno.

Per gli studenti dei licei e delle scuole medie superiori saranno infatti messe a disposizione borse di studio da 10 mila euro ciascuna, per un totale di 30 milioni. Al concorso di assegnazione dei fondi (tramite test Invalsi) potranno partecipare i futuri diplomati con un punteggio superiore ad 80/centesimi.

Partiranno a breve i primi 59 Istituti tecnici superiori (di cui sette nel Lazio), che riorganizzano il canale della formazione superiore non universitaria. Gli Its, frequentati al termine delle scuole superiori, consentiranno agli studenti di ottenere un diploma biennale per inserirsi immediatamente nel mondo del lavoro.

Riguardo all’organico, infine, il Miur fa sapere che sta per partire il concorso per circa 2.300 posti da Dirigente scolastico mentre è stata già avviata l’immissione in ruolo di 30.300 docenti e di 36 mila Ata.

Sulla questione delle classi “pollaio” è intervenuta Mariastella Gelmini, in un’intervista a Mattino Cinque. “Non nego che il problema esista – ha ammesso il ministro – ma le classi con più di 30 alunni sono lo 0,6% del totale”.

Secondo gli studenti, invece, per la scuola pubblica non c’è nessun investimento. “I numeri – spiegano dall’Uds – sono evidenti: agli 8 miliardi di euro che sono stati tagliati alla scuola pubblica, si sommano i tagli agli enti locali di questa manovra e l’eliminazione di 30 mila insegnanti. Viene negato il diritto allo studio, aumentano vertiginosamente i costi a carico di studenti e famiglie, siamo costretti a studiare in edifici fatiscenti e in classi pollaio da 30 alunni”. Altro punto dolente è il caro-libri. “Mentre l’anno scorso la Gelmini dichiarava che in tre anni la spesa degli studenti per la scuola sarebbe diminuita del 30% – continuano all’Uds – i fantomatici “e-book” si sono visti in ben poche scuole e anche quest’anno ci troviamo a fare i conti con un accesso al sapere sempre più esoso”. “Il programma elettorale per la scuola della Casa delle Libertà – fa eco l’Aduc, associazione dei consumatori – aveva come elementi caratterizzanti le tre “i”: inglese, internet, impresa. Dopo cinque anni ininterrotti di governo, secondo i dati diffusi da Eurostat e relativi al primo trimestre 2010, la percentuale delle famiglie italiane collegate a Internet con una connessione a banda larga è appena il 49% del totale, contro una media europea del 61%. L’Italia si posiziona allo stesso livello della Slovacchia”.

(Federica Ionta)

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