13:48 | Università: in Italia lavora il 79% dei laureati contro media Ocse dell’84%

In Italia solo il 79% degli adulti con istruzione terziaria (universitari) ha un impiego, mentre la media Ocse è dell’84%, e la Turchia, con il 74%, registra la percentuale più bassa tra i Paesi dell’Organizzazione.

E’ quanto emerge dal rapporto ”Uno sguardo sull’Istruzione”, diffuso oggi dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. Il tasso di occupazione per chi possiede titoli d’istruzione terziaria supera di oltre 28 punti percentuali quello di chi non ha completato un ciclo d’istruzione secondaria superiore. La differenza media nei Paesi Ocse è di 27 punti percentuali.

A fronte della laurea, i datori di lavoro sono disposti a pagare di più per assumere dipendenti che abbiano non solo un livello superiore d’istruzione, ma anche un’esperienza lavorativa alle spalle. Comparando il costo del lavoro per gli uomini tra i 25 e i 34 anni, che hanno da poco conseguito il livello d’istruzione terziaria, e quello per gli uomini nella fascia di età compresa tra i 45 e i 54 anni, con laurea e 20-30 anni di esperienza professionale, risulta che tali costi variano notevolmente da un Paese all’altro.
In media nell’area Ocse, un datore di lavoro può prevedere di pagare 29.000 dollari americani in più (circa il 50%) all’anno per un laureato con esperienza rispetto a un giovane appena laureato. In Italia e Portogallo, i datori di lavoro pagano almeno il 120% in più per un lavoratore con esperienza e titolo d’istruzione terziaria, mentre in Estonia, i giovani laureati sono pagati di più rispetto ai loro pari con esperienza.

A fronte di questi dati l’Organizzazione evidenzia che, nel corso delle loro vite lavorative, i lavoratori italiani trascorrono meno della metà del tempo in cicli d’istruzione non formale rispetto alla media Ocse. In Italia, si parla di 353 ore d’istruzione non formale tra i 25 e i 64 anni, rispetto alla media Ocse di 988 ore.

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